Il Tirreno

Pontedera

Continua l’odissea tra spaccio e degrado

Continua l’odissea tra spaccio e degrado

Controlli in aumento, ma la situazione della zona non migliora

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. È la quiete la prima cosa che colpisce facendo un giro ai giardini tra il Palazzo Rota e la Coop di via Brigate Partigiane. Poco rumore, quasi silenzio, quando mancano pochi minuti all’una, l’ora del pranzo. Che non si addice a un luogo in cui ci sono giochi per bambini e panchine dove far sedere mamme e nonne e dar loro la possibilità di chiacchierare.

Il silenzio che avvolge quest’area della Stazione è dovuto anche alla desolazione della galleria nel centro commerciale, visto che i pochi negozi rimasti se ne sono andati. Come se avessero alzato bandiera bianca a un degrado che non accenna a diminuire.

Segnali di degrado. Già, perché un’altra istantanea dei giardini sono i tanti piccoli rifiuti sparsi vicino alle numerose panchine. Cartacce, lattine e innumerevoli tappi di bottiglia buttati a terra, malgrado la presenza di cestini. Segnali che questa continua a essere una sorta di terra di nessuno, malgrado i tanti allarmi lanciati da parte dei residenti, gli articoli di giornale e la presenza di carabinieri, polizia e addirittura dell’esercito spedito dalla prefettura di Pisa per un maggiore controllo della micro criminalità. «In effetti avvertiamo la presenza delle forze dell’ordine - raccontano dal parrucchiere Mitos, una delle tre attività, insieme a un bar e a un’agenzia di assicurazioni rimaste nella galleria - Però dal tardo pomeriggio in poi non ci sentiamo di girare liberamente in questa zona. Per non parlare del bagno del centro commerciale, dove succede davvero di tutto».

Episodi di criminalità. La percezione di insicurezza, specie quando va giù il sole per lasciare spazio al buio illuminato solo dai lampioni è altissima. Lo dice anche l’amministrazione comunale riferendo impressioni di residenti e di proprietari della struttura in cui è inserita la Coop. E lo dimostrano i report mensili dell’operazione di controllo, effettuata tramite “le sentinelle”, in cui si parla di episodi di spaccio, liti, piccole risse. Situazioni legate alle frequentazioni del giardino che, fatalmente, hanno effetti su chi abita da quelle parti e su chi lavora o si reca alla galleria commerciale. Com’è già emerso in passato, le persone che fanno la spesa al supermercato e se ne vanno difficilmente hanno problemi con chi spaccia o chi occupa il giardino la sera. Nella maggior parte dei casi, anche i residenti hanno avuto poche complicazioni col degrado della zona. Ma è indubbio che i giochini per bimbi dovrebbero essere usati da ragazzini allegri e spensierati. E non da “vedette”, presenti anche ieri, che si accertano se chi “invade” il territorio rappresenta o meno una minaccia per i traffici illeciti.

Bagno, epicentro dello spaccio. Del resto, ormai da tempo, lo scambio di droga avviene alla luce del sole con soldi dati in e dosi ricevute che poi vengono consumate nel famoso bagno del centro commerciale. Ieri poco prima di pranzo il via vai nei gabinetti era lampante. Ma comunque silenzioso e, all’apparenza, innocuo. Come fosse nell’ombra di una zona che ha bisogno di un giro di vite. Lo dimostrano le attività presenti che, salvo rarissime eccezioni (il centro massaggi cinese), sono di stampo pubblico come sedi di sindacati o della compagnia di trasporti.

Riappropriarsi degli spazi. I negozi vuoti in maniera desolata sono lo specchio di un contesto in cui i volti in giro sono sempre meno legati alla città. È vero: siamo alla stazione, luogo che in ogni città attira persone poco stanziali e in condizioni economiche non certo floride. Ma è evidente che bambini, mamme e nonne hanno diritto di riappropriarsi di quegli spazi che erano stati studiati per loro e non per sbandati, spacciatori e persone che non hanno altro da fare che bivaccare.

Andreas Quirici

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa