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Pontedera

scampato alla morte nello zimbaBwe

«Ci hanno sparato per errore nella savana»

MONTECATINI VALDICECINA. «È stato un incidente, nient’altro che questo: solo un malaugurato incidente». Francesco Marconati è il veterinario originario di Cadoneghe sopravvissuto alla sparatoria...

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MONTECATINI VALDICECINA. «È stato un incidente, nient’altro che questo: solo un malaugurato incidente». Francesco Marconati è il veterinario originario di Cadoneghe sopravvissuto alla sparatoria avvenuta nella savana. Trasferitosi da molti anni in Africa, faceva parte del gruppo di civili che domenica affiancavano i ranger nel servizio antibracconaggio avviato all'interno della riserva Mana Pools, a nord dello Zimbabwe. È durante quella perlustrazione che sono morti Claudio Chiarelli, 66 anni, e suo figlio Massimiliano, di 28, conosciuti a Montecatini Valdicecina dove avevano una casa di campagna.

«Stavamo aspettando i ranger, che dovevano darci il cambio. Al loro arrivo, ci hanno confusi per i bracconieri ai quali davamo la caccia. Per quaranta chilometri avevano seguito le loro tracce e, quando, ci hanno visti, si sono convinti che fossimo noi. Conosco bene gli uomini che ci hanno sparato e non ho dubbi sul fatto che si sia trattato di un errore». Come possono aver confuso tre uomini bianchi per dei bracconieri africani? «Eravamo fermi in mezzo alla boscaglia, che in quel punto è fittissima. Non potevano distinguerci bene». Così hanno aperto il fuoco. «Dovete capire (e qui Marconati alza il tono della voce, finendo per mettersi a urlare, ndr) che questo non è il giardino di casa vostra: qui siamo in Africa! I ranger hanno paura di quei bracconieri: sapevano che in quel momento stavano seguendo le tracce di uomini armati fino ai denti che, se si fossero accorti di essere seguiti, avrebbero impiegato meno di un secondo a sparare.

«Non ho ancora incontrato la moglie di Claudio Chiarelli, ma immagino sia devastata, povera donna. Non ho idea se Claudio e Massimiliano verranno sepolti qui o in Italia». Quello dei bracconieri è un problema enorme in Africa. «Certo, ed è arrivato il momento che il governo italiano intervenga con un aiuto concreto, invece di buttare al vento milioni di euro in iniziative di solidarietà che non portano a nulla». (a.p.)

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