Toscana
Associazioni, uffici e studi medici nei fondi lasciati vuoti
È il progetto che il Comune sta elaborando con i proprietari Tutto nasce dai report mensili delle sentinelle di quartiere
PONTEDERA. Occupare gli spazi vuoti per ridurre, se non eliminare il degrado in cui è caduto questo angolo del quartiere della Stazione. È l’obiettivo di un progetto partito dall’amministrazione comunale e che sta coinvolgendo i proprietari del centro commerciale in cui si trova la Coop. Una operazione che punta ad aumentare la qualità della vita in una zona dove episodi di microcriminalità e situazioni socialmente difficili. E uno degli elementi allo studio è il bagno della galleria commerciale che tanto ha fatto discutere in questi ultimi tempi, alla luce del consumo di droga pressoché quotidiano.
Nei vari incontri tra Comune e proprietari dei fondi, è emersa la necessità di trovare una soluzione, tra cui anche la chiusura. «Credo che non sia utile - dice il comandante della polizia municipale, Michele Stefanelli - perché non è chiudendo i bagni che si risolvono i problemi. Secondo me sarebbe meglio impiegare i sistemi di apertura a pagamento, così da scoraggiare utilizzi impropri dei gabinetti. Ma questo è solo un aspetto del problema che stiamo affrontando».
Il progetto vedrebbe l’inserimento nei fondi sfitti della galleria commerciale di associazioni, studi medici, forse anche uffici comunali. «Vediamo cosa riusciremo a fare - dice ancora Stefanelli - L’importante, in questa fase, è definire le necessità e far incontrare i bisogni dei proprietari con le richieste dei soggetti disposti a entrare. Per esempio uno di questi potrebbe essere un medico che effettua visite ginecologiche per donne extracomunitarie. Si tratterebbe di una opportunità importante, vista l’alta presenza di famiglie straniere nel quartiere».
Il progetto che il comandante definisce di “sicurezza urbana” con la definizione di «obiettivi e strumenti» parte dai risultati ottenuti dal Comune con il controllo della zona tramite le sentinelle. Segno che il degrado c’è, nonostante i tentativi da parte di qualche residente o proprietario di appartamenti di sminuire gli episodi negativi.
«Parlando con proprietari e residenti - aggiunge - è emersa un’alta percezione d’insicurezza. Noi lo abbiamo detto chiaro alle persone che non si tratta della zona della città in cui si verificano i maggiori episodi di criminalità. Abbiamo altre aree più pericolose a Pontedera ed è chiaro che è a quelle che dobbiamo destinare il numero di risorse maggiori. In base alle segnalazioni che abbiamo ricevuto, ai giardini tra Palazzo Rota e Coop avvengono episodi negativi che, se cumulati, rappresenterebbero un terzo dei giorni in un mese. Non è molto, quindi, ma si tratta comunque di dati che devono farci intervenire per provare a eliminarli del tutto».
Ieri esponenti dell’amministrazione comunale e dei proprietari dei fondi si sono incontrati di nuovo per procedere nella definizione del progetto. Un cammino che si è fatto più complicato col passare del tempo. «Il piano è diventato più grande e complesso mano a mano che ci riunivamo - ammette Stefanelli - Stiamo valutando sia chi s’insedierà nei fondi, ma anche i bisogni di chi li affitta». Il comandante non lo dice, ma si tratterà anche di una questione economica tra proprietari e attività che prenderanno possesso degli spazi. E i tempi di definizione del progetto non sembrano essere troppo lontani. «Entro qualche settimana saremo in grado di essere più precisi», conferma Stefanelli. (a.q.)
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