La manifestazione
Offese in campo, solidarietà a Sane
Il calciatore senegalese del Pontedera: "Succede ogni domenica". Babacar (Fiorentina) al fianco del giocatore, mentre è "assordante" il silenzio della Lega Calcio
PONTEDERA. "È stato il numero sette del Siena a rivolgermi un'offesa razzista durante il derby di domenica scorsa. Me lo ha detto sottovoce, nessuno lo ha sentito perché mi ha parlato praticamente all'orecchio". Ansoumana Sane torna sull'episodio che, a suo dire, è accaduto durante il match di Lega Pro Siena-Pontedera e tira fuori il nome del presunto autore della frase razzista nei suoi confronti.
Il ventenne centrocampista senegalese ha raccontato lunedì 15 marzo al Tirreno di essere stato offeso più volte, durante il secondo tempo della partita, da un giocatore avversario che, a pochi minuti dalla fine della gara, lo avrebbe avvicinato e, mettendogli un braccio sul volto, gli avrebbe sussurrato: "Oggi ti faccio diventare bianco". Il giocatore del Siena ora ha un volto e un nome. Si tratterebbe, stando alle dichiarazioni di Sane, di Eros Pellegrini, esterno classe 1990 originario di Treviso. "Non ho niente da dire a Pellegrini - spiega Ansoumana - ma sono sicuro che è stato lui a pronunciare quelle parole".
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Il giovane calciatore africano del Pontedera non ha denunciato l'accaduto all'arbitro durante la partita. Il motivo lo ho spiegato ieri al nostro giornale, con un'affermazione che ha dipinto una triste "moda" del mondo del calcio: "Ogni domenica sento brutte parole nei miei confronti. A volte provengono dagli spalti - ha raccontato il rapido esterno di fascia nato a Thiès - altre invece direttamente dal campo di gioco. Mi sono arrabbiato, ma ho continuato a giocare. Denunciare non serve, e non sarebbe servito, nella circostanza, a niente". La notizia dell'insulto razzista a Sane non è passata inosservata e ieri il giocatore è stato invaso di messaggi solidali, come lui stesso racconta: "Mi hanno scritto molte persone per dimostrarmi la loro vicinanza. Qualcuno dei miei compagni si è infuriato quando ha saputo dell'accaduto, mentre con mister Paolo Indiani non ho ancora parlato".
Vicinanza a Sane è stata manifestata anche dal sindaco di Pontedera Simone Millozzi, che attraverso il suo profilo Facebook ha parlato di "offese che non possono avere cittadinanza nello sport e in generale nella società. Pontedera è una città in cui l'integrazione, la tolleranza e il rispetto della persona sono valori fondanti e pilastri irrinunciabili della convivenza civile". Gli ultras granata hanno diramato un comunicato sulla questione: "Ci stringiamo attorno a Ansoumana Sane e manifestiamo nei suoi confronti la nostra piena solidarietà. Nel calcio si vince e si perde, ma niente può e deve interferire con i valori originali dello sport. Uno di questi è sicuramente l'aggregazione, messa seriamente in pericolo da episodi come quello accaduto a Siena".
Sulla vicenda si è espresso anche il direttore generale del Pontedera calcio, Paolo Giovannini: "Ho visto il ragazzo molto nervoso al termine della partita, ma non avevo capito cosa fosse successo. Conosco bene Sane - ha detto in conclusione il dg granata - e sono sicuro che è molto più intelligente delle idiozie che gli sono state rivolte". Dalle istituzioni del calcio, invece, solo un “assordante” silenzio.
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