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Mamma con quattro figli rischia di finire per strada - Video

di Sabrina Chiellini e Carlo Palotti
Mamma con quattro figli rischia di finire per strada - Video

Cascina: da quando le è stato ridotto l’orario di lavoro vive con meno di 500 euro e non riesce a pagare l’affitto. In questi giorni scade lo sfratto esecutivo per morosità. «Chiedo una casa popolare»

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CASCINA. Un lavoro a tempo pieno non riesce a trovarlo e con quattro figli ai quali pensare difficilmente potrebbe farcela da sola a mandare avanti la famiglia, pur restando fuori di casa per molte ore al giorno. Ma ora una giovane madre di Cascina non sa più che fare. È sola, con quattro bimbi a carico e lo sfratto alle porte.

Da due anni lavora in un’azienda di pulizie, ma dopo la riduzione dell’orario non è più riuscita a pagare l'affitto di casa e domani rischia di essere sfrattata. La sua storia è quella di una madre non ancora trentenne, con un paio di relazioni finite male e quattro bambini piccoli. La donna, alla notifica di sfratto, ha contattato i servizi sociali da cui è seguita da quando non ancora maggiorenne, rimase incinta del primo figlio. «Nel marzo del 2015 - racconta - trovai questa bella casa a Visignano e concordai un affitto di 500 euro al mese. Ho subito versato tre mensilità, ma già a maggio non ero più in grado di saldare il canone dovuto, poiché mi furono ridotte le ore di lavoro». Con 440 euro di busta paga al mese e quattro bambini a carico, la donna trovò un po’ di sostegno nel padre e nel nuovo compagno di vita.

Al tirare delle somme, però, i conti non tornavano e già da giugno 2015 il proprietario dell’immobile entrò in causa per morosità. «Da giugno scorso - continua la madre, della quale non indichiamo il nome a tutela dei figli minorenni - ero in causa col proprietario e dopo che lo sfratto è diventato esecutivo, ho ricevuto due visite dall’ufficiale giudiziario a gennaio e a febbraio di quest’anno». Non trovando nessuno in casa, l’ufficiale giudiziario non ha potuto notificare lo sfratto agli inquilini. Siamo così arrivati all'8 marzo. «Quel giorno ho trovato infilato nella porta lo sfratto esecutivo, avevo dieci giorni di tempo per organizzarmi». Ovviamente la soluzione non era a portata di mano. E tutto è rimasto come dieci giorni fa. «Devo lasciare la casa entro giovedì (domani, ndr), ma la mia speranza è che nessuno trovi il coraggio di mettermi per strada con quattro bambini piccoli, di cui uno, affetto da grave forma di diabete».

L’operaia racconta di essere in lista per un alloggio popolare. «Quando nel 2014 - conferma - feci richiesta di una casa popolare mi trovai sessantatreesima in graduatoria. Dal Comune mi dissero che non c’erano case disponibili. Quest’anno, appena uscite le nuove graduatorie ho controllato la mia posizione e incredibilmente sono scesa al 150° posto. Come è stato possibile?». Le chiediamo se ha mai bussato alle porte degli uffici degli amministratori cascinesi. I servizi sociali seguono i due figli più piccoli, non risultano altri aiuti di carattere economico, se non alcuni buoni per l’acquisto di alimenti. «Sono stata varie volte in Comune - risponde - ma dall’ufficio del sindaco mi hanno fatto sapere che avrei dovuto rivolgermi all’emergenza abitativa. Forse prima dello sfratto sarò ricevuta, intanto però non so che cosa fare. «Al sindaco Antonelli - conclude - chiedo una casa, anche piccola, dove stare coi miei figli. Da cinque anni sono in graduatoria per un alloggio e se fino a ora non ho avuto risposte positive, adesso le istituzioni non possono certo tirarsi indietro o fingere di non conoscere il mio problema».

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