Il Tirreno

Pontedera

Babacar a Sane: "Non ascoltarli e coltiva il tuo sogno"

Da sinistra il giocatore del Pontedera Sane e l'attaccante della Fiorentina Babacar
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Da sinistra il giocatore del Pontedera Sane e l'attaccante della Fiorentina Babacar

L'attaccante senegalese della Fiorentina vicino al giocatore del Pontedera dopo le offese di razzismo

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PONTEDERA. Sul "caso Sane" è intervenuto anche l'attaccante senegalese della Fiorentina Khouma Babacar, che ha espresso la sua solidarietà nei confronti del connazionale di proprietà del Chievo Verona in forza al Pontedera: "Invito Ansoumana a continuare a mettercela tutta, a coltivare il suo sogno, non bisogna ascoltare queste cose, non contano nulla - ha spiegato Babacar dopo il caso di razzismo in Siena-Pontedera - perché siamo tutti uguali e dobbiamo essere giudicati solo per quello che facciamo".

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Il centravanti viola, autore di cinque reti nell'attuale campionato di serie A, da diversi anni in Italia, dove ha vestito, oltre a quella della Fiorentina, anche le maglie di Modena e Padova, prosegue parlando della sua avventura lontano dal paese d'origine: "Io sono stato molto fortunato perché non sono mai stato vittima di insulti razzisti o episodi simili, dovunque sia andato a giocare ho sempre incontrato persone che mi hanno fatto sentire a casa - ha raccontato infine il numero 30 di mister Paulo Sousa - senza pregiudizi e senza nessun tipo di discriminazione".

LA VERSIONE DEL PONTEDERA CALCIO

La società del Pontedera si schiera in difesa del proprio tesserato originario del Senegal che ha raccontato di aver subito offese di stampo razziale durante Siena-Pontedera di domenica scorsa e chiede le scuse dell’avversario. "L’Us Città di Pontedera manifesta tutta la propria solidarietà al calciatore Ansoumana Sane, stigmatizzando fermamente il comportamento denunciato dal giocatore, di cui si sarebbe reso protagonista un calciatore del Siena domenica scorsa. Tali comportamenti - prosegue il comunicato inoltrato dagli uffici societari del Mannucci - lasciano ancor più amareggiati laddove si consideri che la nostra società, così come la città che rappresenta con orgoglio, da sempre favorisce il coinvolgimento degli immigrati e delle altre fasce disagiate nel tessuto sociale, battendosi contro ogni forma di discriminazione razziale, promuovendo campagne educative nelle scuole e ispirando alla tolleranza e fratellanza l'attività di tutte le proprie squadre, a partire dal settore giovanile".

La società granata conclude con un augurio, che rappresenta un po’ il pensiero comune. Perché chiunque può sbagliare, ma c'è sempre la possibilità di rimediare. Semplicemente ammettendo le proprie colpe e chiedendo scusa. "Il club dell’Us Città di Pontedera auspica, pertanto, che pervengano, senza ulteriori indugi, ad Ansoumana Sane le scuse del proprio avversario e che - comunica infine il sodalizio presieduto da Gianfranco Donnini e Paolo Boschi - certi biasimevoli comportamenti non si ripetano più, su qualsiasi campo del nostro paese".

LA VERSIONE DELLA ROBUR SIENA

Abbiamo contattato telefonicamente Eros Pellegrini, il calciatore del Siena accusato dal collega del Pontedera Ansoumana Sane di aver pronunciato una frase razzista nei suoi confronti, ma il giocatore non è voluto entrare nel merito della vicenda, limitandosi a dire che per lui parla il comunicato della società, pubblicato nel tardo pomeriggio di ieri sul sito ufficiale della Robur Siena. "La società Robur Siena e i suoi tesserati respingono le accuse di razzismo arrivate all'indomani della sfida vinta contro il Pontedera. A seguito di spiacevoli schermaglie in campo - spiega il club del patron Antonio Ponte - un ignoto calciatore bianconero è stato accusato di aver rivolto insulti razziali ad un calciatore avversario (in realtà Sane il mome di Pellegrini lo ha fatto, ndr). L’episodio è stato raccontato dalla presunta vittima dell’incidente, ma come si evince dal comunicato ufficiale del giudice sportivo, niente di ciò che è stato raccontato è stato segnalato. Nessun tesserato ha mai rivolto insulti razziali agli avversari in campo. La Robur Siena vive il calcio come genuina passione e coglie l’occasione per ribadire - spiega in conclusione la nota del club bianconero - quanto sia importante nella sua attività quotidiana mettere al centro del lavoro i valori propri del calcio, quali tolleranza e integrazione". Tra le righe si fa riferimento al bollettino del giudice sportivo che effettivamente non ha ravvisato alcuna offesa razzista durante Siena-Pontedera, anche se, come ha spiegato Sane, l'insulto nei suoi confronti sarebbe stato rivolto sottovoce dall’avversario Pellegrini.

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