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padre e figlio uccisi in africa

«Andremo al funerale Erano brave persone»

«Andremo al funerale Erano brave persone»

MONTECATINI VAL DI CECINA. Dolore e sconcerto. Ora che cominciano a definirsi le circostanze in cui sono stati uccisi Claudio e Massimiliano Chiarelli, padre e figlio, rispettivamente di 66 e 28...

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MONTECATINI VAL DI CECINA. Dolore e sconcerto. Ora che cominciano a definirsi le circostanze in cui sono stati uccisi Claudio e Massimiliano Chiarelli, padre e figlio, rispettivamente di 66 e 28 anni, gli amici e i conoscenti di Montecatini Valdicecina si interrogano ancora di più sulla tragedia avvenuta in terra africana, nello Zimbabwe.

In Valdicecina i due cacciatori professionisti, che lavoravano anche come guide turistiche, avevano una casa di campagna. Un casolare ristrutturato in mezzo al bosco, dove la famiglia Chiarelli trascorreva brevi periodi di vacanza. E proprio nella località La Gabella, al confine tra Montecatini e Monteverdi Marittimo, Claudio Chiarelli ha lasciato alcuni amici e che con lui condividevano la passione per la caccia, anche se a livelli e in contesti diversi, visto che Chiarelli trascorreva la maggior parte dell’anno in Africa insieme alla moglie e al figlio, quest’ultimo sposato con una donna africana.

Ieri a La Gabella sono arrivati di nuovo i cronisti anche delle tv nazionali, pronti a ripercorrere la vita in Toscana delle vittime dell’omicidio avvenuto in una riserva di caccia africana. Giornalisti di nuovo alla ricerca delle testimonianze degli amici.

«I parenti dei Chiarelli non abitano in queste zone. E non abbiamo neppure notizie sul funerale. Difficile dire se verranno sepolti nello Zimbabwe o a Padova. Se il funerale dovesse svolgersi in Italia potremmo anche organizzarci per andare a Padova a dare l’ultimo saluto a due persone delle quali conserviamo un buon ricordo», dice Stefano Borgone, marito di Claudia Zucchetti, la titolare del bar a La Gabella. Il bar che Claudio non mancava mai di frequentare nei brevi soggiorni in Toscana.

Chiarelli era arrivato in Toscana, nel piccolo comune della Valdicecina dove bene o male è facile conoscersi, dopo che aveva deciso di acquistare un casolare per le vacanze per ristrutturarlo. Dall’inizio del 2013 aveva poi trasferito la residenza nel paese africano dove è morto. «Aspettiamo di sapere qualcosa di più anche del perché sono stati uccisi. Se sarà possibile poi andremo a Padova».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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