La manifestazione
Centri storici, la Valdera punta sul loro rilancio
Convegno a Peccioli con i sindaci, il viceministro Nencini e il sociologo De Masi «L’asse da Pontedera a Volterra è strategico e deve essere valorizzato»
PECCIOLI. Céntro, l'accento è sul centro. Parte da questo semplice gioco di parole quella che aspira ad essere la più complessa riflessione sul futuro dei centri storici nell'Alta Valdera.
«Un'area vastissima e strategica, tempestata da centri ricchi di storia che lo sviluppo industriale ha però svuotato di vita e risorse - spiega il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni - e che adesso devono essere investite di nuovi pensieri che solo un tavolo interdisciplinare può generare».
«Un asse, quello fra Pontedera e Volterra» - questi i termini scelti da Macelloni - «da ripensare».
E considerando i comuni coinvolti nel convegno, che fra big della politica e dell'architettura si daranno appuntamento a Peccioli il prossimo 18 marzo all'incubatore d'impresa in via Boccioni dalle 10 del mattino, alla presenza dei sindaci di Chianni, Lajatico, Ponsacco e Terricciola, è difficile non pensare maliziosamente anche alle polemiche che da tempo attraversano le vecchie sinergie fra comuni della Valdera.
Molte le facce note al grande pubblico che si susseguiranno al microfono, oltre ai cinque sindaci: dal sociologo Domenico De Masi al viceministro Riccardo Nencini, da Paolo Dario del Sant'Anna al soprintendente alle belle arti di Pisa e Livorno Andrea Muzzi, dal direttore della rivista di architettura AND Paolo Di Nardo a Saverio Mecca e Silvia Viviani, rispettivamente direttore del dipartimento fiorentino di architettura e presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica. Oltre al celebre storico dell’arte Philippe Daverio.
E la parola che più si usa per presentare le tante «suggestioni» che saranno presentate al convegno, nate per ridare vitalità a centri storici ora che l'industria cede il passo ai servizi, è «osare».
«Ripopolare i centri - come preme al sindaco di Lajatico Alessio Barbafieri, preoccupato per un comune che perde residenti di anno in anno» oppure «rispondere alla crisi del commercio nei centri», come ha sottolineato la sindaca di Ponsacco Francesca Brogi.
Il tutto «cercando di imparare dalla spinta ideale che caratterizzò gli anni Cinquanta e Sessanta nel creare architetture radicali», come sottolinea Di Nardo, «senza cadere però negli errori del Novecento» come sottolinea la Fais, primo cittadino a Terricciola. Fino anche, se necessario, ad operare «rottamazioni edilizie», che anche nei centri storici non possono più essere un tabù.
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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