Il Tirreno

Pontedera

Piccoli bus a chiamata sulle linee “deboli”

di Giacomo Pelfer
La stazione degli autobus a Pontedera
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La stazione degli autobus a Pontedera

I Comuni di Valdera e Valdarno preparano i bandi di gara con l'obiettivo di avere un sistema più snello e funzionale anche con mezzi più piccoli rispetto a quelli usati finore

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PONTEDERA. L'obiettivo è quello di avere un sistema più snello e più funzionale, magari con mezzi più piccoli e proporzionati alle reali necessità, evitando di lasciare completamente a piedi frazioni e località più decentrate. I comuni della provincia pisana si preparano al bando per il cosiddetto "lotto debole" del trasporto pubblico locale, quello escluso dal "lotto unico" affidato ai francesi di Ratp.

Un taglio di circa il 30 per cento delle linee locali: quelle giudicate non convenienti, con a bordo pochi e sparuti passeggeri, che la Regione ha deciso di escludere dal bando unico a sostegno delle linee forti: da quelle urbane fino alle tratte scolastiche. Allo stesso tempo, però, la Regione ha dato ai Comuni la possibilità di organizzarsi, in forma associata, per presentare un proprio bando a sostegno dell'utenza "debole", da finanziare con le stesse risorse che i Comuni, fino ad oggi, hanno messo a bilancio di anno in anno per sostenere l'attuale sistema di trasporto.

Valdera. Mentre per le altre amministrazioni l'apertura del bando sarà affidata alla Provincia, l'Unione dei Comuni della Valdera potrà appaltare il servizio in proprio. Un servizio che almeno nei primi due anni riguarderà i territori di Peccioli, Palaia, Casciana Terme Lari, Capannoli, Chianni e Terricciola. "Dopo i primi due anni, infatti, si aprirà una seconda fase nella quale anche altre linee usciranno dal "lotto unico" per essere integrate in quello debole", spiega il sindaco di Casciana Terme Lari Mirko Terreni, che sta gestendo la partita del bando per conto dell'Unione. "In questa fase - dice - stiamo lavorando per riorganizzare il servizio: anziché prendere il sistema così com'è vogliamo puntare a miglioralo".

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L'idea, in particolare, è quella di abbondare l'uso di pullman nelle tratte meno frequentate, sostituendoli con mezzi più piccoli o addirittura con veicoli a chiamata, il cui servizio dovrà poi integrarsi con quello delle tratte forti. "Non è più pensabile far girare pullman semideserti - dice Terreni - ma allo stesso tempo non possiamo neppure lasciare a piedi alcune zone o frazioni più periferiche. Oltre a questo, poi, stiamo anche cercando di riattivare le corse nei giorni festivi che nel nostro territorio sono quasi del tutto scomparse". La presentazione del bando, ad ogni modo, dovrà avvenire in contemporanea all'avvio del lotto unico affidato dalla Regione, sul quale pende tuttavia l'incertezza del ricorso minacciato da Mobit contro i colleghi transalpini di Ratp. "L'orizzonte più realistico - conclude Terreni - è quello del gennaio 2017".

Valdarno. A loro volta, anche i Comuni del comprensorio del Cuoio si stanno preparando a fare altrettanto, anche se in questo caso il bando sarà aperto dalla Provincia. Nel caso del Valdarno, il cosiddetto "lotto debole" interessa molte delle linee urbane e gran parte dei collegamenti tra le frazioni. Anche in questo caso, quindi, la sfida è quella di riuscire a riorganizzare le linee riducendo i costi, provando ad utilizzare il disavanzo per introdurne di nuove. Al primo punto c'è sempre l'idea di sostituire i pullman con modelli più piccoli o con vetture a 9 posti, intensificando i collegamenti con le stazioni di San Miniato e San Romano. Significativa, ad ogni modo, la differenza di risorse messa in campo dai Comuni: dai 28mila euro di Montopoli ai 160mila di San Miniato.

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