Il Tirreno

Pontedera

Mangia un’arancia e muore soffocato

di Sabrina Chiellini
Un momento dei funerali del vigilante Davide Giuliani l’agosto scorso a Montecalvoli (Foto di Franco Silvi)
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Un momento dei funerali del vigilante Davide Giuliani l’agosto scorso a Montecalvoli (Foto di Franco Silvi)

Santa Maria a Monte: era il padre del vigilante ucciso da un collega durante una tentata rapina. La nuora: «Sono sola, ho bisogno di un lavoro»

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SANTA MARIA A MONTE. «Ora ho davvero bisogno di aiuto. Ora sì che sono sola, senza lavoro e con due figlie da far mangiare. Ora veramente potrebbero esserci debiti che ad agosto non c’erano. Una fatalità del destino mi ha tolto anche mio suocero con il quale abitavo. Lui era anche la nostra unica fonte di reddito».

Un altro dolore, che l’ha colpita nella notte e le ha portato via il suocero, Adamo Giuliani, 80 anni, rompe il silenzio in cui Franca Gioia si era chiusa dalla notte del 13 agosto scorso. Quella notte era rimasta vedova e sola con due figlie dopo che il marito, Davide Giuliani, 46 anni, vigilante dell’istituto “Guardie di città” di Pisa, era stato ucciso. Quella notte l’uomo, per motivi che la famiglia è convinta di non avere ancora capito fino in fondo, si era improvvisato rapinatore e aveva cercato di portare via l’incasso del Palabingo di Navacchio che un collega, una guardia giurata dello stesso istituto, aveva appena prelevato. Fu il collega a sparare e a uccidere Giuliani che era armato.

A distanza di mesi, sempre nella notte tra il 12 e il 13, un altro dolore è entrato nella vita di Franca e della sua famiglia. «Mio suocero è morto soffocato dopo aver mangiato un’arancia. Un pezzo del frutto gli è andato di traverso, non c’è stato niente da fare. Era ricoverato all’ospedale Lotti di Pontedera, il personale è intervenuto ma in poche ore mio suocero è morto. Devo dire grazie a chi gli ha prestato soccorso subito, in particolare a Luigi Boccia». All’inizio nessuno si è accorto di quello che era successo. Giuliani, che aveva una grave insufficienza respiratoria, aveva mangiato l’arancia a merenda, dopo le 17.30. «Quando se ne sono accorti lo hanno rianimato per 25 minuti, così mi hanno detto – racconta la donna che abita a Montecalvoli – Poi mio suocero è stato trasferito in rianimazione, gli hanno anche tolto la parte di arancia che gli impediva di respirare. Ma non ce l’ha fatta. Ora sono disperata. Non posso che chiedere aiuto pubblicamente. Ho bisogno di un lavoro, devo pensare alle mie due figlie».

Quando la guardia giurata è morta, la moglie gestiva un negozio di oggetti usati. «Pagavo molto d’affitto – dice – ho dovuto chiudere e pensare alla famiglia. Ora che è morto anche mio suocero, noi non sappiamo come andare avanti. Lui con la sua pensione ci aiutava a vivere da quando mio marito è morto. Ora, per una fatalità del destino, il padre lo ha raggiunto. Forse questa è una storia che farà meno scalpore di quando abbiamo perso Davide. Su mio marito sono state dette tante cose a cominciare dal fatto che aveva debiti. Debiti e problemi non ce n’erano allora. Invece ora ci sono».

La donna rivolge un appello pubblico non soltanto alle istituzioni locali, ma a tutte quelle persone che hanno un cuore e la possibilità di tendere una mano verso questa famiglia, offrendole un lavoro. «Tra il 12 e il 13 agosto è successo tutto quello che è successo a mio marito. Tra il 12 e il 13 marzo si è deciso il destino di mio suocero. Sarà una coincidenza. Ma queste date avranno segnato per sempre la nostra storia familiare».

Per chi volesse unirsi al dolore della famiglia, oltre che aiutarla, il funerale di Giuliani è stato fissato domani alle 14 nella chiesa di San Donato di Santa Maria a Monte. La salma è stata composta a Bientina nelle cappelle del commiato dell’agenzia funebre L’Angelo e da qui sarà trasferita a Montecalvoli alle 13.30 di domani. «Senza aiuto, e con questo penso a un lavoro per me non a raccolte di soldi, non possiamo farcela questa volta», si sfoga Franca.

 

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