Il Tirreno

Pontedera

Chiude il negozio "per mancanza di lavoro"

Chiude il negozio "per mancanza di lavoro"

Ora Casciana Terme non ha più una macelleria che rimane aperta anche il pomeriggio

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CASCIANA TERME. Sulla carta con le sue Terme e il centro benessere Villa Borri è uno dei fiori all’occhiello dell’offerta turistica della provincia pisana. In pratica Casciana Terme, come altri piccoli centri della zona, sta sperimentando gli effetti della crisi con un centro commerciale naturale che è quasi inesistente.

Così fa notizia anche una macelleria che chiude i battenti. Il cartello che il titolare ha lasciato affisso all’ingresso, con il pensiero ovviamente rivolto ai clienti, parla da solo. «Chiuso per mancanza di lavoro». Niente da fare. Lui, il commerciante, ci ha provato. Aveva rilevato l’attività, che si trova sulla principale piazza del paese, dopo due gestioni che non erano state una meraviglia. La nuova gestione, stando a quanto raccontano alcuni cittadini, si era però caratterizzata per avere un buon prodotto, a prezzi di mercato. Insomma, non era la classica bottega di nicchia che a volte si regge sui prezzi più alti rispetto ai supermercati. Ma la clientela non arrivava e così il macellaio, che abita a Livorno e ogni giorno veniva in Valdera, ha chiuso i battenti anche se a malincuore.

Ora i cascianesi non hanno più una macelleria che rimane aperta il pomeriggio. Se vogliono fare acquisti devono andare in un altro punto vendita, gestito da una famiglia che arriva da fuori Casciana Terme, e che sta aperto solo la mattina.

Insomma, un altro pezzo del tessuto commerciale locale che viene a mancare dopo altri negozi di vicinato che sono stati costretti a chiudere. Il giro di affari con le famiglie del paese non è sufficiente, a quanto pare. E in ogni caso in tanti vanno a fare la spesa nei centri commerciali alle porte della cittadina termale le cui attività non possono contare soltanto sui turisti per andare avanti.

Alla fine l’impressione che resta è quella di un paese sempre più ripiegato su se stesso. Che cerca aiuti da Terme e Comune, ma che non sempre si caratterizza per iniziative che arrivano direttamente dai privati. Iniziative, insomma, che esprimano capacità imprenditoriale.

I tempi sono difficili, si sa, ma il clima di sfiducia sembra prevalere su tutto. Dopo alberghi che chiudono, altri che sono in vendita, ora anche la rete dei negozi, ossia ciò che dovrebbe essere uno dei punti forza della capacità di accoglienza di un paese, comincia a scricchiolare.

Un elemento che dovrebbe fare riflettere e non solo per chiamare in causa limiti e responsabilità del settore pubblico.

 

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