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Pontedera

politica

Riforme, nasce il Comitato Locale Valdera per il no

Numerose le adesioni tra partiti, associazioni e singoli cittadini

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PONTEDERA. Ha preso ufficialmente il via il 12 marzo il Comitato Locale Valdera, aderente al Coordinamento Democrazia Costituzionale, fondato tra gli altri da Gustavo Zagrebelsky, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Massimo Villone, Nadia Urbinati, Pietro Adami, Franco Russo, Anna Falcone, Domenico Gallo, Pancho Pardi, Francesco Baicchi, Sandra Bonsanti.

Numerose le adesioni fin qui arrivate: Partito della Rifondazione Comunista, Possibile, Movimento 5 Stelle, Sel-Sinistra Italiana, Legambiente Valdera, Forum Acqua Valdera, Associazione Teatrale Cantieri Osso Del Cane (C.O.D.C), Lista civica "Insieme per Calcinaia Bene Comune", Lista civica "Per una svolta in Comune", Rsu-Fiom Piaggio, Associazione politico culturale La Rossa, Cobas. Sono ancora non definite ufficialmente le adesioni di Anpi, Arci, Fiom, Cgil, Usb, Rsu-Ceva, Rsu-Sole.

Ovviamente tutte le associazioni, circoli, partiti e, soprattutto, i cittadini sono invitati a dare la loro adesione ed il loro fattivo contributo al nascente Comitato, che ha come compito quello di informare tutti gli italiani delle conseguenze che produrranno sul sistema democratico del nostro paese le due "deforme" che sono state portate avanti dal governo Renzi a tappe forzate, in un Parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale, senza sentire l'esigenza, almeno, di un largo e democratico confronto preventivo.

"Nel nostro paese - si legge in una nota - questo governo sta facendo profonde modifiche dell'assetto politico-istituzionale, attraverso una vasta revisione della Costituzione ed una nuova legge elettorale destinate, purtroppo, ad incidere negativamente sulla qualit della democrazia e sui diritti dei cittadini. Ci avviene ridimensionando la centralit del suffragio diretto e del Parlamento, quale istituzione rappresentativa della sovranit popolare, alterando le garanzie del bilanciamento dei poteri e realizzando una inusitata concentrazione di poteri nelle mani dell'Esecutivo espresso da un unico partito e in particolare esaltando il ruolo dominante del Presidente del Consiglio, nel quadro di un generale soffocamento delle autonomie regionali e locali". 
 

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