Inquirenti convinti: prevale l’ipotesi della fatalità
PONTEDERA. Una tragica fatalità. Per ora non ci sono indagati né ipotesi di reato nel fascicolo aperto dalla procura di Pisa sulla morte di Errico Formisano, l’operaio di 33 anni, originario di Torre...
PONTEDERA. Una tragica fatalità. Per ora non ci sono indagati né ipotesi di reato nel fascicolo aperto dalla procura di Pisa sulla morte di Errico Formisano, l’operaio di 33 anni, originario di Torre del Greco (Napoli), investito e schiacciato da alcuni pannelli di una scenografia che giovedì pomeriggio stava scaricando dal camion nel piazzale del deposito del teatro Era lungo la Tosco Romagnola. Giancarlo Dominijanni, il sostituto procuratore che coordina l’inchiesta, per ora non ha disposto particolari provvedimenti. Non è stato sequestrato il mezzo su cui erano poste le scenografie per lo spettacolo della Medea, una produzione diretta da Gabriele Lavia e promossa dal Teatro della Toscana e dal Teatro Stabile di Napoli, né disposto ulteriori approfondimenti. La dinamica sarebbe tragicamente chiara agli inquirenti e avrebbe i contorni di una fatalità. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, infatti, Formisano stava aspettando una squadra di operai in arrivo da Genova che avrebbe dovuto aiutarlo nelle operazioni di scarico, ma ha deciso di salire sul camion ed iniziare da solo. Il materiale, probabilmente non legato bene, lo ha travolto schiacciandolo contro la parete del cassone e colpendolo al collo. È stato un collega che era con lui a rendersi conto per primo dell’incidente e a chiedere aiuto ma senza riuscire ad intervenire in tempo. Profondo dolore èstato espresso da Lavia e dai dirigenti del teatro. Formisano lascia la moglie e tre figli.
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