Il Tirreno

Pontedera

Paghi con la carta di credito? Benzinaia fa scattare l'euro in più - Video

Andreas Quirici
Il cartello affisso accanto alla colonnina per il pagamento (foto Silvi)
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Il cartello affisso accanto alla colonnina per il pagamento (foto Silvi)

Peccioli: il caso del distributore dove l’importo è maggiorato per via delle commissioni bancarie. E lei si giustifica così

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PECCIOLI. «Scusi posso pagare il pieno con carta di credito?». Già questa è una domanda che purtroppo in Italia viene spontanea visto che, a volte, la risposta è negativa. Ma quello che si sente dire al distributore Beyfin che si affaccia sulla Fila, la strada che collega Forcoli a Peccioli, suona davvero strano: «Certo, però il costo è maggiorato di un euro. Sa, le commissioni bancarie...». Mentre spiega le condizioni, la benzinaia indica il cartello sistemato sulla colonnina del distributore di carburante. «Vado?», chiede prima di cominciare il rifornimento.

Possibilità di scelta. Il caso è strano e quasi unico in provincia, anche se la commerciante dice che «sicuramente ci sono altri distributori in zona con situazioni simili». In realtà, facendo un giro in Valdera non si trovano riscontri di imposizioni di questo tipo. La donna allarga le braccia e spiega: «Noi mettiamo il cliente in condizioni di scegliere quale tipo di pagamento effettuare. In contanti e col bancomat il prezzo è lo stesso dell’importo, ma con la carta di credito è maggiorato di un euro. D’altra parte, non possiamo rimettere così tanti soldi».

Cambio di condizioni. L’origine del problema, secondo la benzinaia, va ricercato nelle condizioni poste dalla banca con cui hanno rapporti. «Prima avevamo un accordo per cui le prime cinquanta transazioni non prevedevano commissioni mentre sulle successive dovevamo pagare cinquanta centesimi di euro ciascuna - racconta - Oggi, invece, dobbiamo pagare commissioni su tutte le transazioni e per noi questo rappresenta davvero un problema. L’alternativa sarebbe quella di togliere il macchinario per permettere ai clienti di pagare con bancomat o carta di credito. È un servizio che mettiamo volentieri a disposizione dei clienti, ma non possiamo prenderci bastonate».

VIDEO La benzinaia giustifica l'euro in più

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Cliente vessato. Dal punto di vista dell’esercente il ragionamento può anche tornare. Ma il cliente è quello destinato a pagare tasse e accise sulla benzina e, in questo caso, anche una ulteriore gabella per una diatriba tra gestore e banca. Certo, la possibilità di scelta c’è davanti alla spiegazione della donna. Si paga in contanti o col bancomat e si evitano sovraprezzi. Ma dopo l’entrata in vigore nel dicembre scorso di una normativa europea sul tetto unico per le commissioni interbancarie, che fissa allo 0,3% il valore delle transazioni con carta di credito e lo 0,2% per i pagamenti con bancomat e prepagate, pensavamo di aver superato i problemi classici italiani delle difficoltà di effettuare pagamenti con valuta elettronica.

«Cambio banca». Invece si trovano ancora situazioni in cui la logica sembra davvero un optional. Istituti di credito ed esercente, nell’ambito delle commissioni bancarie, continuano ad avere un brutto rapporto. Ma alla fine, il prezzo di questa diatriba viene scaricato sui clienti. La donna allarga le braccia e dice: «L’unica soluzione che abbiamo è cambiare banca, perché sono convinta che in qualunque altro istituto di credito, da cliente nuova, sarei trattata molto meglio».

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