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Il Consorzio di bonifica perde territori

Il Consorzio di bonifica perde territori

Lo ha deciso una legge regionale ma i sindaci dei Comuni non gradiscono il “trasloco”

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BUTI.

La Legge regionale 16 del 25 febbraio scorso ha deciso che, a partire dalle prossime elezioni consortili, 12 comuni della Piana di Lucca e della zona del Bientinese (Capannori, Porcari, Montecarlo, Altopascio, Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull'Arno, Bientina, Buti, Calcinaia, Santa Maria a Monte, Fucecchio e Vicopisano) saranno scorporati dal territorio di competenza del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, per venire collocati nel comprensorio del Consorzio Basso Valdarno, con sede nel capoluogo pisano. Una decisione non gradita.

L'ultima riunione dell'assemblea consortile ha approvato un ordine del giorno che dà mandato al presidente di intraprendere tutte le azioni politico-istituzionali necessarie perché la Regione Toscana riveda la decisione presa.

I consiglieri dell'assemblea, tra cui i sindaci che sono anche amministratori del Consorzio si sono trovati uniti, per chiedere alla Regione di rivedere il provvedimento assunto e di mantenere inalterato il perimetro attuale del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord.L'assemblea consortile ha quindi espresso la propria ferma e netta contrarietà, ponendo questioni sia di metodo, che di merito.

Nell'appassionato dibattito che si è svolto durante la riunione, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, per esempio ha eccepito che per questioni così importanti e delicate che segnano il passaggio di migliaia di persone ad avere un riferimento piuttosto che un altro dal punto di vista istituzionale in genere si è scelto un processo condiviso e partecipato che questa volta non c'è stato. È dal 2004 che la questione dell'appartenenza dei corsi d'acqua che scorrono nel bacino dell'Auser e del Padule del Bientina al bacino del Serchio è stata chiarita. Si tratta di un "unicuum" difficilmente divisibile e proprio per questo tutta la piana di Lucca e del Padule è stata legata da sempre a Lucca e i suoi corsi d'acqua gestiti dal Consorzio Ex Auser Bientina. E che si tratti di un unico reticolo lo hanno stabilito, nei documenti tecnici, le due Autorità Bacino del Serchio e dell'Arno. Ribaltare questa realtà consolidata vuol dire buttare alle ortiche anni di lavoro esperienze, denari senza un miglioramento concreto.

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