Sicurezza
Violenza di genere: come riconoscerla
CASCINA. Il giorno della festa della donna il Comune ha dato inizio agli incontri dedicati ad argomenti che stanno a cuore alle donne. Il 31,5% delle donne italiane di età compresa tra i 16 e 70 anni...
CASCINA. Il giorno della festa della donna il Comune ha dato inizio agli incontri dedicati ad argomenti che stanno a cuore alle donne. Il 31,5% delle donne italiane di età compresa tra i 16 e 70 anni (6 milioni e 788 mila), hanno subito nel corso della vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.
Partendo da questo dato drammatico rilevato da Istat nel 2014 e in occasione della festa della donna, il Comune di Cascina insieme a Sogefarm (l'azienda che gestisce le farmacie comunali cascinesi), hanno organizzato un ciclo di eventi presso la biblioteca Impastato con l'obiettivo di fare emergere il grave problema della violenza di genere. Relatrici del primo incontro, nel giorno della festa della donna, Grazia Fazzino (psicologa e psicoterapeuta responsabile dei consultori dell'Asl ToscanaNordOvest) e Cristina Salvadori (psicologa coordinatrice delle farmacie comunali).
«La violenza - spiega Grazia Fazzino - oltre ai danni che crea in chi la subisce, ha anche un risvolto diretto sulle generazioni future. Chi è stato abusato psicologicamente o fisicamente, trasmette il proprio disagio a chi gli sta intorno e soprattutto ai propri figli. Questi, abusati a loro volta direttamente o indirettamente, cresciuti in un contesto familiare inadeguato, incorrono frequentemente nella dipendenza da sostanze e in diverse patologie come: ictus, ischemie, diabete, epatite, grave obesità, depressione e tentato suicidio».
«Spesso - dice Fazzino - le donne subiscono violenza all'interno della coppia da parte del partner e non bisogna arrivare all'omicidio per alzare il livello di guardia. Ci sono le aggressioni fisiche, abusi psicologici, rapporti sessuali forzati, atteggiamenti di controllo, il controllo o la limitazione dei movimenti, il maltrattamento».
Non sempre il partner violento si limita ad una sola forma di violenza, ma nel maggior parte dei casi la donna è abusata su più livelli. «C'è sempre un triangolo dell'abuso - racconta Fazzino - che prevede l'abusante, la vittima e chi collude, ovvero chi resta a guardare senza intervenire. Non è semplice evadere da una tale situazione, ma il primo passo è la presa di coscienza di uno dei tre elementi del triangolo».
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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