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Pontedera

il premio della tavola della pace

“L’immigrato dell’anno” a Mamadou e Abdelilah

“L’immigrato dell’anno” a Mamadou e Abdelilah

PONTEDERA. L'atleta e l'operaio. Quest'anno il premio de “L'immigrato dell'anno”, promosso dalla Tavola della pace e giunto alla terza edizione, sarà assegnato non ad una, a ma due figure molto...

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PONTEDERA. L'atleta e l'operaio. Quest'anno il premio de “L'immigrato dell'anno”, promosso dalla Tavola della pace e giunto alla terza edizione, sarà assegnato non ad una, a ma due figure molto conosciute a Pontedera: Mamadou Diop e Abdelilah Fedaoui.

Mamadou Diop, senegalese, 41 anni, è presidente della consulta degli immigrati. Un passato da avvocato mancato: «Studiavo giurisprudenza all'università statale di Dakar - racconta Mamadou - quando lasciai gli studi per aiutare, con il lavoro, la famiglia».

In Italia giunse nel Duemila con un visto turistico. Qui raggiunse lo zio, nella «speranza di trovare un lavoro». Un lavoro "stabile" arrivò due anni dopo, quando Mamadou Diop fu assunto come operaio in una conceria di Ponte a Egola. Poi, dopo aver frequentato un corso da saldatore, Mamadou entrò alla Piaggio. Nel 2009 si è fatto raggiungere dalla moglie a Pontedera. La passione per il diritto non l'ha mai abbandonata. Segretario dell’associazione “Senegal solidarietà”, è da quasi dieci anni un interlocutore con la giunta di Palazzo Stefanelli. Già rappresentante della comunità senegalese, dal 2014 è presidente della consulta degli immigrati.

Singolare anche la storia di Abdelilah Fedaoui, 42 anni. Maratoneta, ha più volte vestito la maglietta rosso-verde della nazionale marocchina: «Ho corso la maratona di 42 km in 2 ore e 24 minuti e la mezza maratona in 1 ora e 5 minuti». Inanellando, in passato, vittorie in Belgio, in Francia, Romania ed Ungheria. In Italia Abdelilah Fedaoui arrivò nel 2001 decidendo di accettare l'ospitalità dell'atleta connazionale Mohamed Jamaai. A Pontedera Abdelilah abita da dieci anni. «Ho lavorato a lungo per una azienda tessile di Bientina - racconta - Adesso ho un lavoro da precario (un contratto a chiamata, per la precisione) per una società satellite della Saint Gobain».

Abdelilah Fedaoui conosce l'arabo e il francese. A 42 anni non ha ancora attaccato le scarpette al chiodo: veste, infatti, la maglia de La Galla atletica di Pontedera. Soprattutto organizza eventi sportivi, in particolare il Trofeo della pace. Di fede islamica, è presidente dell'associazione La Pace. E ha convinto sessanta immigrati connazionali ad iscriversi all'Avis e a recarsi al centro trasfusionale dell'ospedale Lotti per donare sangue a chi ne ha bisogno.

Mamadou Diop e Abdelilah Fedaoui saranno premiati sabato alle 10.30 al liceo XXV Aprile a Pontedera, durante la lezione aperta sul tema "Figli della pace. Ignari della guerra".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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