Il Tirreno

Pontedera

Via alla demolizione del cantiere mai completato ad Angelica

Via alla demolizione del cantiere mai completato ad Angelica

La società di Empoli, proprietaria dell’area, ha dato corso all’ordinanza del Comune di Montopoli Il prossimo passo sarà presentare un altro progetto che permetta di ripartire da zero

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SAN ROMANO. I lavori sono iniziati ieri mattina. Prima la rimozione dei ponteggi e delle impalcature accatastate a terra, per poi cominciare a sbriciolare una per una le colonne di cemento armato. Entro la fine della settimana, il cantiere di Angelica sarà distrutto, riportando la situazione indietro di una decina d'anni, così come ordinato pochi mesi fa dall'amministrazione comunale di Montopoli.

Il caso, ormai noto, è quello del cantiere rimasto a metà tra la statale Tosco Romagnola e via Lazio, a pochi passi dal bivio di via Lavialla, contro cui il Comune aveva emanato a dicembre un'ordinanza di demolizione, reclamando entro 90 giorni il ripristino dello stato dei luoghi nella situazione antecedente al permesso a costruire, rilasciato nel 2005. Un permesso che all'epoca prevedeva la costruzione di due palazzine destinate ad ospitare 16 appartamenti, per un totale di 1500 metri quadri di superficie utile lorda. I lavori, andati avanti a singhiozzo e arrivati solo alle colonne del pian terreno, si erano interrotti nel maggio 2009 alla scadenza del permesso di costruire, quando il Comune di Montopoli aveva rigettato la richiesta di proroga presentata dalla società proprietaria dell'area e titolare del permesso. Nel frattempo, con il cantiere ormai abbandonato, è subentrato nel 2013 il nuovo regolamento urbanistico, che ha ridimensionato la lottizzazione a 500 metri quadri di superficie utile lorda, fissando a 3 il limite di unità abitative realizzabili. Uno stravolgimento nelle previsioni urbanistiche dell'area, che in base alle valutazioni della proprietà rendeva molto complicato adattare quanto già realizzato ai nuovi limiti fissati dal Comune. Da qui il protrarsi della situazione di stallo che alla fine, anche a seguito di ripetuti incontri tra l'amministrazione e la società, aveva spinto l'ufficio urbanistica ad emanare l'ordinanza di demolizione.

«Perché quando si attiva un titolo edilizio senza completarlo - aveva spiegato il dirigente Fausto Condello - questo si configura come una realizzazione abusiva, in quanto in difformità rispetto al titolo rilasciato».

Il sindaco Giovanni Capecchi, del resto, aveva ribadito più volte la volontà di voler sanare al più presto quella che appare come una "ferita" nel tessuto urbano di San Romano, oltretutto in un luogo strategico e centrale per tutto il Comune. È così che la società proprietaria dell'area, la Beni Stabili Srl, con sede a Empoli, ha deciso di dare corso all'ordinanza di demolizione, nonostante i costi e le centinaia di migliaia di euro già investiti negli anni. Il tutto con l'obiettivo di presentare poi un nuovo progetto, da sottoporre all'attenzione del Comune, che permetta di ripartire da zero completando la lottizzazione secondo i limiti del nuovo regolamento urbanistico.

Giacomo Pelfer

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di Redazione web