La protesta
Lo specialista: «È pericoloso sottrarsi a una seria visita medica»
Una tabella elaborata dalla Regione indica chiaramente da quale età, per ogni tipo di disciplina sportiva, inizia l'attività agonistica
PONTEDERA. Una tabella elaborata dalla Regione indica chiaramente da quale età, per ogni tipo di disciplina sportiva, inizia l'attività agonistica. Nel calcio, per esempio, l'attività diventa competitiva a partire dai dodici anni, mentre nel nuoto da otto. Grazie a questi parametri i medici sportivi procedono con le visite mediche nei confronti degli atleti, come spiega Lara Braccini della Usl di Pisa: «Le visite possono essere effettuate per persone impegnate in sport agonistici e non agonistici. In entrambi i casi è necessario l'esame dell'elettrocardiogramma. Nel caso di visite per sport agonistici occorrono anche altri accertamenti».
I ragazzi fino a 18 anni di età non pagano la visita, che viene erogata dal servizio sanitario regionale. Il tipo di esame subisce delle variazioni nei confronti dei clienti intorno ai 35-40 anni, come illustra ancora Braccini: «A questo tipo di pazienti viene richiesto un ulteriore esame, ovvero il cicloergometro. Si tratta di una pedalata su una cyclette con alcuni elettrodi fissati sul corpo, così da poterne rilevare alcune capacità fisiche». Per la visita medica non c'è una tariffa fissa.
«La legge non prevede un importo minimo da pagare. In questo modo i privati concorrono liberamente sul prezzo della prestazione», dice ancora Lara Braccini. Ma quanto è pericoloso rilasciare il certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica senza effettuare gli esami imposti dalla legge? «È pericolosissimo, perché attraverso gli accertamenti si ravvisano spesso piccole anomalie che devono essere tenute sotto controllo e valutate con attenzione, poiché dietro di loro possono nascondersi gravi patologie». (t.s.)
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