Il Tirreno

Pontedera

Il trionfo dopo tanti veleni

di Andreas Quirici
Il trionfo dopo tanti veleni

Cascina: il sindaco uscente Antonelli ha quasi doppiato il rivale Paganelli

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CASCINA. «Basta ragazzi sennò i vigili ci fanno la multa». Alessio Antonelli fa cenno ai suoi di non suonare i clacson delle auto in segno di vittoria delle primarie 2016, quelle che lo porteranno a correre di nuovo per il posto da sindaco per il Partito democratico. Ma nessuno lo ascolta e le strombazzate continuano. Del resto il successo sullo sfidante, Andrea Paganelli, è netto ed è stato chiaro fin dai primi risultati. Antonelli ha vinto in 10 delle 11 sezioni del territorio cascinese e ora si toglierà un po’ di sassolini dalle scarpe rigorosamente in cuoio. «Prima però andrò a salutare il mio babbo, Paolo - dice mentre si dirige verso la sede del Pd in piazza dei Caduti a Cascina - È a lui che dedico questa vittoria, perché senza il suo aiuto non sarei niente».

Antonelli ha seguito le primarie dal “suo” circolo, quello di San Frediano a Settimo, dov’è cresciuto politicamente e che è composto da due stanzoni. Uno dedicato alle votazioni per scegliere il candidato Pd alle prossime elezioni e in cui si è fatta la conta dei numeri a urne chiuse. L’altro dove proprio ieri pomeriggio c’era un altro appuntamento con i numeri: la tombola della domenica, con una cinquantina di anziane a trascorrere qualche ora in compagnia e provare a racimolare un po’ di soldi per le spese della settimana. Dirigenza del Pd e base del partito separate da una porta che in pochi hanno varcato per vedere come andassero le cose dall’altra parte. In mezzo alle due ali del circolo una piccola stanza che un tempo era la segreteria della sezione fin dai tempi del Pci con un busto di Enrico Berlinguer, un poster di Massimo D’Alema, un quadretto con i volti dei partigiani pisani morti tra l’armistizio e la Liberazione e una bandiera dell’Unione donne italiane. Cimeli di un passato che sembra proprio non incombere più sul Partito democratico.

Lo dice la recente storia della sinistra italiana e, in parte, lo spiegano anche i dati di affluenza ai seggi per queste primarie, sotto le stime. I 3000 votanti scarsi (2.817 per l’esattezza) sono inferiori a quelli delle primarie 2011, quando parteciparono 4.800 elettori del Pd e di Sel con questi ultimi che, alla fine, “pesarono” per circa 800 voti. Su una popolazione di 45mila abitanti come il comune di Cascina, dove il Partito democratico ha toccato anche quota 12.426 voti (alle europee del 2014), l’affluenza di queste primarie preoccupa.

Antonelli, però, rispetto a questo tema non la vede così: «Sostanzialmente l’elettorato del Pd è lo stesso del 2011. Piuttosto c’è da capire come sarà il partito nel futuro. Se Cascina può essere presa a esempio, durante la campagna elettorale per le primarie sono venuti molti renziani a sostenere Paganelli. Ma alla fine ho vinto io che ho idee più a sinistra». Il suo sfidante, poi, è un altro argomento del post primarie che il sindaco chiude praticamente subito: «Il Pd è la casa di tutti, ma Paganelli non farà parte della mia squadra». D’altra parte la convinzione di Antonelli è quella di aver vinto un referendum. «Era un giudizio su di me e sul mandato che si sta per concludere. Dai risultati credo si possa dire che i cascinesi mi hanno promosso. Dal voto di opinione del centro storico a quello dell’ansa dell’Arno dove abbiamo eliminato molte zone edificabili col rischio di pagarlo alle elezioni. Ma questo non è avvenuto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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