La manifestazione
Si nascondeva nel bosco per spacciare cocaina
Un giovane è stato sorpreso con un etto di droga e arrestato dai carabinieri I clienti lo avvisavano del loro arrivo suonando il clacson dell’auto
RIPARBELLA. Il luogo ideale per spacciare droga al riparo da occhi indiscreti era lungo la strada regionale 68 tra Riparbella e Ponteginori, in un punto lungo la ferrovia nascosto dalla vegetazione: era lì che uno spacciatore marocchino di 28 anni dava appuntamento ai tossicodipendenti per cedere le dosi. La presenza dello spacciatore era stata segnalata ai carabinieri che, prima di procedere con l’arresto, hanno organizzato alcuni controlli e documentato il mercato degli stupefacenti. In sostanza il venditore si nascondeva nel bosco, vicino a una piazzola.
Gli acquirenti, che già erano d’accordo con lui, arrivavano con l’auto e suonavano il clacson.
A quel punto lo spacciatore usciva dalla vegetazione e portava la cocaina e riscuoteva dagli acquirenti.
Scambi veloci, avvenuti soprattutto nel tardo pomeriggio ma che, evidentemente, non sono sfuggiti a chi controlla la zona.
Ma l’altro giorno il migrante, Abdukadir Tarif, nato in Marocco nel 1988, ha trovato anche i carabinieri – oltre ai militari di Riparbella che hanno proceduto c’erano i colleghi di Ponteginori - che lo hanno arrestato: addosso aveva un etto di cocaina già suddiviso in dosi che gli avrebbe fruttato oltre cinquemila euro, secondo quanto è stato spiegato. Lo straniero, senza permesso di soggiorno e senza fissa dimora, è stato trasferito nel carcere delle Sughere a Livorno, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nel corso dell’arresto, avvenuto in località Poggio dei Lecci, i carabinieri hanno sequestrato anche i “classici” materiali che vengono usati per confezionare le dosi.
Sempre più spesso il mercato dello spaccio di droga si sposta dai centri per arrivare nei luoghi isolati e nei boschi. Succede in alcune zone della pineta di Migliarino, vicino a Pisa, e nei boschi della Valdera, tra Treggiaia e Montecastello, ma anche nei boschi di Montefalcone, al confine tra la provincia di Pisa e quella di Firenze. Sono quasi sempre migranti, marocchini e tunisini, gli spacciatori che bivaccano in mezzo alla vegetazione dove poi spacciano.
I contatti avvengono prima telefonicamente, cosicché il venditore esce dal bosco solo con le dosi che deve vendere.
L’altro pomeriggio, quando i carabinieri sono intervenuti, forse lo spacciatore aveva appena iniziato a “lavorare” e anche per questo è stato trovato con un discreto quantitativo di droga, ora sottoposta a sequestro, come è stato spiegato dai militari della compagnia di Volterra.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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