Sicurezza
Il convento diverrà centro d’ospitalità per i pellegrini
SAN MINIATO. Una decisione che lascia l'amaro in bocca, eppure il futuro dei religiosi del convento di San Francesco non può essere cambiato. I frati conventuali minori, come deciso in maniera...
SAN MINIATO. Una decisione che lascia l'amaro in bocca, eppure il futuro dei religiosi del convento di San Francesco non può essere cambiato. I frati conventuali minori, come deciso in maniera definitiva dall'Ordine, dovranno andarsene. A confermarlo è lo stesso padre provinciale, Roberto Bernini, durante l’incontro pubblico di ieri pomeriggio nell'auditorium del convento: «Il nostro è un dovere pesante, ma non possiamo fare altrimenti. Siamo rimasti in pochi a causa della carenza di vocazioni. Per questo saremo costretti ad abbandonare 5 dei 9 conventi della provincia toscana. Partiremo sicuramente entro settembre, ma il nostro sarà un addio progressivo che inizierà dopo Pasqua».
Sono soltanto 23 i frati minori conventuali rimasti in Toscana, 8 dei quali sopra gli 80 anni. Per questo l'accorpamento dei religiosi è diventato necessario. C’è comunque una buona notizia per i sanminiatesi che in questi mesi si sono impegnati per non dover salutare i francescani nell'anno del Giubileo: il convento non verrà venduto, resterà aperto alla cittadinanza e manterrà la funzione di centro di ospitalità e di accoglienza per i pellegrini. Come già annunciato, l'associazione “Nuovi orizzonti” si occuperà della gestione della struttura.
Presente all'incontro anche una rappresentante dell'associazione, Angela Croce, per presentarsi alla comunità sanminiatese: «Siamo un'associazione composta da laici consacrati, riconosciuta dalla Santa Sede. La nostra attività principale è quella di portare amore, comunione ed evangelizzazione a chi ne ha bisogno».
L'associazione, che si occupa non soltanto del recupero dei tossicodipendenti ma anche di fornire un sopporto a persone con forte disagio psicologico e sociale, è ben nota ai frati francescani, per i quali gestisce già il convento di Casore del Monte, vicino a Pistoia.
Una decisione amara per il comitato cittadino che chiede a gran voce la permanenza dei frati nella città della Rocca, i cui membri sono decisi a lottare ancora affinché la sorte sia diversa. Neppure il vescovo Andrea Migliavacca ha fatto mancare la sua presenza, così come il sindaco Vittorio Gabbanini che, insieme a tutta la giunta e ai dipendenti del Comune, ha firmato la petizione del comitato per chiedere la permanenza dei frati nel convento. «Quello che perdiamo è un pezzo di storia - dice Gabbanini - Anche se ormai i giochi sono fatti, rimaniamo a disposizione per portare avanti la nostra battaglia».
La speranza della comunità è che possa ripetersi quello che successe nel 1836, quando i frati tornarono nel convento di San Francesco dopo essere stati costretti ad abbandonarlo dai francesi rivoluzionari.
Elena Battaglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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