Il Tirreno

Pontedera

Chiusa per buche la strada costata 9 milioni di euro

di Sabrina Chiellini
Chiusa per buche la strada costata 9 milioni di euro

Pontedera, la situazione è al limite e il Comune interviene: «I lavori erano previsti, avvieremo il cantiere»

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PONTEDERA. Da ieri un tratto della strada di patto, che dalla superstrada e dalla via provinciale di Gello collega alla zona industriale in direzione di Pontedera, è chiuso al traffico su una corsia, in via dell’Industria. Interventi previsti? Secondo l’assessore Matteo Franconi, i lavori inizieranno la prossima settimana, riguarderanno la sistemazione del manto stradale, la regimazione delle acque e il consolidamento del fondo stradale. Il sindaco Simone Millozzi si mostra più realista, anche se non è facile per l’amministrazione comunale arrendersi all’evidenza dei fatti: la strada - come ha più volte denunciato “Il Tirreno” - è stata realizzata male, il collaudo probabilmente ha pure le sue responsabilità.

«I lavori erano previsti – dice il sindaco – Abbiamo chiuso questo tratto con alcuni giorni di anticipo per evitare che le piogge di questi giorni possano aggravare la situazione già compromessa».

Il Comune ha stanziato circa 170mila euro per gli interventi sulle strada, o meglio all’asfaltatura delle vie cittadine.

«Voglio dirlo chiaramente – aggiunge il sindaco – non tutte le risorse che abbiamo stanziato per gli asfalti saranno destinate all’intervento per la strada di patto». Per il cui il cantiere, di cui si parla oggi, non risolverà il problema delle buche.

Il tratto di strada chiuso è la prova lampante che la politica delle toppe stese qua e là non è stata sufficiente. E le ferite che si trovano nel tratto pontederese della strada di circonvallazione, costata nel suo complesso circa 9milioni di euro, sono una ulteriore dimostrazione che, quando la strada è stata realizzata, si è tirato a risparmiare e non certo a consegnare alla città un’infrastruttura con tutti i requisiti necessarie. Oggi le parole spese dall’ex vicesindaco Massimiliano Sonetti per rispondere alla Lista civica indipendente che aveva tirato fuori dal cassetto lo “scheletro” della strada di patto, inaugurata nel 2013, sembrano ancora più inverosimili. Allora si rispose agli attacchi di chi cominciava a intravedere le magagne di una strada che potrebbe diventare un pozzo senza fondo e richiedere interventi a non finire, che le prime buche apparse a pochi mesi dall’inaugurazione erano dovute alle temperature rigide di un inverno che aveva costretto l’amministrazione comunale a stendere il sale. Scuse? I fatti di oggi - le condizioni della strada sono sotto gli occhi di tutti - dimostrano un’altra cosa. La strada sprofonda, fa acqua da tutte le parti. Forse proprio per una mancata regimentazione delle acque che ristagnano sulla strada e la fanno frantumare sotto il passaggio dei veicoli.

«Le toppe non bastano più, è vero – ammette il sindaco Millozzi – per questo nei prossimi giorni, quando partirà il cantiere, cercheremo di fare un intervento più consistente. So che molti faranno polemiche su questo cantiere. Ma era già previsto di sistemare l’asfalto in alcuni tratti».

Di fatto, ora che la via, dall’incrocio con la provinciale di Gello, è chiusa, chi arriva dalla superstrada e da Ponsacco deve fare un giro largo per raggiungere Pontedera e la zona della nuova Coop. La chiusura straordinaria di una corsia della strada finirà per creare danni anche a chi ha attività economiche lungo la strada dove da poco, tra l’altro, il gruppo Buzzoni ha aperto una stazione di carburanti, funzionante con gestore 24 ore su 24.

La strada di patto ha cominciato a perdere i pezzi già pochi mesi dopo la sua inaugurazione. Tant’è che l’opposizione, la Lista civica indipendente, aveva minacciato di presentare un esposto alla Corte dei Conti perché già allora era chiaro che la strada aveva problemi di drenaggio. Anche se non attraversa il padule, come la vicina Bientina-Altopascio, la nuova viabilità, cioè la circonvallazione di Pontedera, la strada che va da un'uscita all'altra della superstrada, attraversando le aree industriali, senza intaccare il centro, ne condivide molti problemi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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