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I vignaioli sanminiatesi a caccia di nuovi mercati

I vignaioli sanminiatesi a caccia di nuovi mercati

Con seicento ettari il territorio è uno dei maggiori produttori di vino in Toscana Viaggio nelle aziende Pietro Beconcini, Cosimo Maria Masini, Montalto e Agrisole

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SAN MINIATO. Un viaggio alla scoperta dell’enogastronomica locale in mezzo alle colline sanminiatesi per un "wine tour" organizzato dalla Camera di Commercio di Pisa in collaborazione con il Comune e l'Associazione vignaioli di San Miniato, a coronamento del corso "Vino e turismo" per le guide turistiche abilitate. Un'occasione particolare per conoscere al meglio un territorio che con i suoi 600 ettari di vigne si conferma uno dei maggiori produttori di vino della Toscana.

Le degustazioni cominciano già al mattino, in un itinerario lungo quattro tappe. La prima è all'azienda vinicola "Pietro Beconcini". L'azienda, gestita da Leonardo Beconcini insieme alla moglie Eva Bellagamba, sorge a due passi dall'antico tracciato della via Francigena. Una sua peculiarità è accogliere all'interno dei 13 ettari di terreno coltivato una tipologia di vitigno poco diffusa: il Tempranillo, una pianta generosa e resistente agli agenti atmosferici, forse arrivata in antichità dalla Spagna insieme ai pellegrini che facevano tappa nella zona. La scoperta del Tempranillo è stata fatta dalla famiglia negli anni '90 ed è stata confermata nel 2004 dal test del dna. Da allora l'azienda Beconcini, che si contraddistingue per la produzione dei vini rossi per una media di 100mila bottiglie all'anno, non ha mai smesso di portare in tavola un vino dal sapore potente e molto amato dai turisti.

Seconda tappa a tu per tu con l'agricoltura biodinamica, alla cantina di "Cosimo Maria Masini" che dal 2014 porta avanti la filosofia delle coltivazioni eco-friendly. L'obiettivo è di incrementare la fertilità del suolo attraverso l'uso di fertilizzanti naturali, in modo da aumentare la presenza di microrganismi nel terreno. Nelle produzioni vinicole dell'azienda, infatti, viene privilegiato l'uso di lieviti naturali (presenti in natura sulla buccia dell'uva) e minimizzato quello di additivi e liquidi solforosi. Con i suoi 14 ettari di vigne, l'azienda vanta un'antica villa, costruita nel corso del XVIII secolo. All'interno delle sue coltivazioni spiccano il Sanforte, una tipologia di vitigno piuttosto rara e usata per i vini rossi, e il Trebbiano, per i bianchi. Quest'anno sono state prodotte più di 40mila bottiglie.

All'agriturismo Montalto, gestito da Alessandro e Cinzia Nacci, si possono assaporare le prelibatezze della tradizione locale, come il tartufo bianco pregiato che viene portato in tavola grazie all'attività instancabile dei tartufai delle colline sanminiatesi. È proprio per trovare il giusto "partner" per Re tartufo che la famiglia Nacci lancerà il progetto di un nuovo vino bianco fatto con uva Sangiovese, a partire da aprile.

Dopo una piena immersione nel verde, alla ricerca del prezioso fungo ipogeo insieme al tartufaio Massimo Cucchiara e alla sua cagnolina, l'ultima tappa del "wine tour" approda all'azienda "Agrisole", dei fratelli Fabio e Federico Caputo. Qui, all'interno di 5 ettari di terreno, si punta alla valorizzazione dei vitigni autoctoni e alla promozione del territorio, cercando di allargare l'appetibilità ad un pubblico internazionale grazie a visite guidate in lingua inglese. La produzione dell'azienda ammonta in media a 30mila bottiglie all'anno e vengono privilegiate le varietà Sangiovese, Malvasia nera e Colorino per i rossi e il Trebbiano per i bianchi. Non si parla soltanto di vino ma anche di eccellenze gastronomiche, offerte grazie alla collaborazione con altri produttori locali come la macelleria Falaschi e l'opificio birraio di Crespina.

Elena Battaglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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