Il dolore
Unico neo... il personale carente
Il primario Grazi: «L’Asl dice che il problema è in via di risoluzione»
PONTEDERA. Ok, passi avanti col reparto di emodialisi ristrutturato. Ma c’è un neo a cui serve un rimedio: il numero del personale a disposizione dei pazienti, come denunciato da Maria Cristina Venturi, consigliere regionale dell'Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto (Aned) poche settimane fa. «È carente», aveva sentenziato.
Tesi che trova sostanzialmente d’accordo il primario Giovanni Grazi: «Per raggiungere il livello ottimale mancano alcune unità d’infermieri».
Il conto è semplice. «Oltre a me - dice ancora Grazi - ci sono tre medici, più uno che si divide tra Pontedera e Volterra. In più abbiamo una coordinatrice infermieristica e circa 20 infermieri che, se fossero qualcuno in più sarebbe perfetto». Il medico non precisa il numero, ma aggiunge: «La direzione dell’Asl ci ha detto che sta affrontando il problema e che la soluzione è vicina».
Infermieri in aumento almeno stando alle promesse dell’azienda sanitaria. Anche se il contenimento dei costi resta una priorità diffusa all’ospedale di Pontedera, così come in tutti quelli della Toscana. Vanno anche in questa direzione i trattamenti a domicilio di pazienti meno gravi. Circa quindici già si curano a casa con la dialisi peritoneale. Uno, invece, ha iniziato il trattamento definito emodialitico, dopo essere stato addestrato a effettuarlo con l’aiuto di un familiare nella sua abitazione. E altri tre stanno per iniziare a prendere lezioni. «Non si tratta solo di un risparmio sulla gestione dei pazienti - dice ancora Grazi - ma il trattamento domiciliare rappresenta anche la possibilità per la persona di avere più libertà».
Il vecchio reparto ristrutturato permetterà anche di accogliere di nuovo a Pontedera i tre malati dislocati al centro di Volterra e i due che, invece, si fanno curare a Pisa. «Se lo vorranno sarà sicuramente una opportunità per loro - aggiunge Grazi - anche perché, rimanendo sui costi, un trattamento costa circa 40 euro di spese vive. Mentre per trasportare con un’ambulanza, andata e ritorno, un paziente a Volterra costa molto di più». Il concetto è chiaro e inevitabile, perché nella sanità di oggi non si può non parlare di denaro a disposizione o da risparmiare affrontando il tema della qualità del servizio offerto. (a.q.)
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