Italia
Convento di San Francesco il futuro resta nebuloso
Sindaco e vescovo all’assemblea pubblica per discutere della nuova gestione della struttura ricettiva, affidata a una cooperativa con sede a Frosinone
SAN MINIATO. Il momento di conoscere quale destino verrà riservato al convento di San Francesco è arrivato. Domani, alle15,30, all'interno dell’auditorium della struttura si terrà un incontro pubblico, aperto alla cittadinanza, al quale parteciperanno Roberto Bernini, padre provinciale dell’Ordine dei frati minori conventuali, il vescovo di San Miniato, monsignor Andrea Migliavacca e il primo cittadino, Vittorio Gabbanini.
Un’occasione importante per avere notizie definitive sul futuro del convento, la cui gestione passerà alla cooperativa Nuovi orizzonti, con sede a Frosinone, in seguito all’uscita di scena dei religiosi. La lettera redatta da un comitato di cittadini per chiedere alle autorità religiose competenti che i frati non fossero costretti a dire addio alla città della Rocca nell’anno del Giubileo, infatti, non ha ancora ricevuto una risposta ufficiale. Il messaggio, a cui sono state allegate circa 800 firme, era stato inviato anche a Papa Francesco. «All'incontro sono stati invitati pure i membri della cooperativa, ma ancora non hanno dato conferma in merito alla loro partecipazione. - dice Luca Macchi, portavoce del comitato - Sicuramente quello che ci aspettiamo è di avere indicazioni precise sul futuro del convento. Il padre provinciale dell'Ordine, nel corso di un incontro avvenuto circa un mese fa, aveva ventilato la possibilità di ricavare all'interno della struttura uno spazio da destinare ai religiosi, per fare ritiri spirituali oppure per realizzare una casa di riposo per i frati anziani. Ci auguriamo che sia così». Al momento l’edificio religioso non è stato venduto e rimarrà di proprietà dell'ordine dei frati minori conventuali, sebbene sia stato concesso alla cooperativa Nuovi orizzonti a titolo gratuito. Quest'ultima, incaricata della nuova gestione del convento, ne manterrà la destinazione spirituale e di luogo di accoglienza. «La struttura è molto grande e non è detto che la presenza della cooperativa escluda quella dei frati - continua Macchi - Noi cittadini non abbiamo niente contro i nuovi gestori. Il nostro attaccamento nei confronti dei religiosi è una questione di affetto, un legame cresciuto durante anni di vicinanza e collaborazione di questo genere non avrebbe potuto svilupparsi senza un supporto e una collaborazione continua fra religiosi e collettività».
Durante l'incontro di sabato, quello che i cittadini si aspettano di conoscere è anche il momento preciso della partenza dei francescani, annunciata in un primo momento per il primo settembre 2016. «Su questo punto non è stata fatta sufficiente chiarezza. Ci hanno detto che i frati se ne andranno dopo Pasqua o comunque prima dell’estate, ma ci piacerebbe avere una data certa. La speranza è che il confronto pubblico possa chiarire tutti i nostri dubbi», conclude Macchi.
Elena Battaglia
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