Attenzione
«Sempre meno gente allo stadio e il calcio è una rimessa»
PONTEDERA. Ha passato anni in tribuna a guardare i suoi ragazzi scoprendo anche un allenatore che poi un po’ di strada in effetti l’ha fatta. Ora non va più nemmeno allo stadio. «Ma io a Marcello...
PONTEDERA. Ha passato anni in tribuna a guardare i suoi ragazzi scoprendo anche un allenatore che poi un po’ di strada in effetti l’ha fatta. Ora non va più nemmeno allo stadio. «Ma io a Marcello Lippi davo 30 milioni l’anno - dice Edilio Pellinacci, presidente del Pontedera dal 1983 al 1987 - Oggi sarebbe impensabile in una squadra di professionisti, perché ormai fare calcio in campionati come la Lega Pro è sicuramente una rimessa».
Il problema, secondo Pellinacci, è che i tempi sono troppo cambiati dal periodo in cui guidava la società. «Oggi tutto costa molto di più - sottolinea - e con gli incassi non si riesce a trovare risorse per affrontare una stagione. Servono sponsor e investimenti. Ma finché le cose giravano bene per tutti un imprenditore era in grado di spendere un po’ di soldi nel calcio, sapendo bene che difficilmente ne avrebbe tratto un guadagno importante. Con la crisi attuale tutto questo è estremamente più difficile. Gli spettatori sono in calo e spesso guardano la partita al computer. Di sponsor se ne trovano sempre meno e i proprietari di aziende sono alle prese con i loro problemi».
Un altro ex presidente, Enzo Capannini, che rimase in carica dal 1974 al 1977, la pensa più o meno come il suo collega: «Credo che l’attuale dirigenza abbia fatto davvero un ottimo lavoro, anche grazie all’operato dell’allenatore Indiani e del direttore generale Giovannini. Forse hanno fatto anche troppo rispetto alle possibilità e la dimensione della piazza in cui si trovano. Il mondo, però, è cambiato. Ai miei tempi allo stadio veniva tutta la famiglia. Oggi ci sono mille interessi e tante opportunità di svago rispetto alla partita».
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