Il Tirreno

Pontedera

«Nessuno ha impedito la benedizione»

Ad alcuni genitori non è piaciuto che il prete si sia fermato nell’atrio, ma la scuola smonta la polemica

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SAN MINIATO. Benedizione sì, ma solo nell’atrio della scuola, senza entrare singolarmente in tutte le classi dell'istituto. È questa la scelta del comprensivo Sacchetti di San Miniato, almeno per i ragazzi che frequentano la scuola media: «Una consuetudine», come la definisce il nuovo dirigente scolastico Alessandro Bonsignori, ma che negli ultimi giorni avrebbe sollevato le rimostranze di alcuni genitori.

Un caso che adesso sembra rientrato, con lo stesso parroco protagonista che getta acqua sul fuoco, e la disponibilità della scuola a rivedere la scelta il prossimo anno, alla luce della sensibilità mostrata dalle famiglie.

Il fatto risale a pochi giorni fa, quando don Luca Camarlinghi, vicario parrocchiale di San Miniato, si è presentato nei locali del Sacchetti per l'annuale benedizione. A differenza dei ragazzi della scuola elementare, ospitati nello stesso edificio, che hanno ricevuto la visita del sacerdote classe per classe, per i ragazzi della scuola media si è optato per una cerimonia più rapida negli spazi comuni dell'edificio. Una differenza che non sarebbe piaciuta ad alcuni genitori.

«È una consuetudine elaborata negli anni - spiega il preside Bonsignori - per non interrompere l'attività didattica all'interno delle classi. La differenza rispetto alle elementari nasce soprattutto dalla differenza d'età: sono ragazzi più grandi, con una sensibilità diversa da gestire. È sempre stata una scelta pacifica che non aveva mai creato alcun tipo di problema. Già nei giorni scorsi, comunque, ne ho parlato con i genitori e ci siamo chiariti».

Per il prossimo anno, tuttavia, non è escluso che la scuola possa cambiare linea: «Magari ne riparleremo - dice il preside - Alla luce della sensibilità dimostrata quest'anno, affronteremo la questione all'interno del consiglio d'istituto per capire se c'è qualcosa da cambiare».

Nessuna forma di preclusione, quindi, nei confronti della benedizione, né la volontà di rispettare le altre culture o i diversi orientamenti religiosi. L'acqua santa, al Sacchetti, è sempre entrata e potrà continuare a farlo, magari rivedendo la possibilità o meno di portarla anche all'interno delle classi di scuola media.

Lo stesso don Luca getta acqua sul fuoco, facendo capire che non c'è stato nessun problema e nessun tipo di ostruzionismo, ma solo la volontà di evitare che la benedizione diventasse motivo di confusione da parte dei ragazzi. (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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