Il Tirreno

Pontedera

La scommessa vinta dall’Ancona può essere d’esempio

Una formazione dell'Ancona
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Una formazione dell'Ancona

Il team marchigiano è gestito da un azionariato popolare Il presidente Miani: «Incontriamoci, vi spiego come si fa»

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PONTEDERA. Dal tracollo nel campionato di Eccellenza alla rinascita grazie all'impegno dei tifosi. È l'incredibile storia dell’Ancona, che oggi è in possesso degli appassionati per l' 88% delle quote societarie. Un azionariato popolare nato quasi per scommessa e diventato, in meno di sei anni, l'unico motore trainante della realtà calcistica biancorossa. Nella nota inoltrata lunedì 29 febbraio dalla dirigenza del Pontedera, oltre all'invito a eventuali nuovi imprenditori interessati a rilevare parte, o addirittura la totalità, della società, si fa riferimento alla vicenda dell'Ancona per spronare gli sportivi della città a interessarsi attivamente alle questioni gestionali del club granata.

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Un processo che in molte piazze d'Italia sta cominciando a prendere piede, mentre ad Ancona è già saldamente realtà. Tanto che l’attuale presidente della squadra, David Miani, altro non è che un tifoso, passato dai seggiolini della tribuna alla scrivania. E proprio da Miani arriva un invito ai tifosi del Pontedera: "Sono disposto a incontrarli per spiegare loro come abbiamo agito ad Ancona e come abbiamo creato, irrobustito e legittimato il nostro azionariato popolare. Verremo due volte in Toscana nelle prossime settimane per giocare contro Pontedera e Tuttocuoio. Potremmo approfittarne per incontrarci". A questo punto, però, occorre fare un passo indietro per spiegare come ad Ancona i tifosi siano riusciti a diventare gli azionisti di maggioranza del club.

Tutto ha inizio nel 2010, quando l’Ancona, dopo una stagione travagliata, riesce ad ottenere la salvezza in serie B. L'iscrizione al successivo campionato cadetto non arriva: non ci sono soggetti disposti a farsi garanti della fideiussione necessaria. Un gruppo di sostenitori biancorossi allora decide di fondare, il 6 agosto 2010, l’associazione "SosteniamolAncona" con l'intento di raccogliere fondi da destinare alla società. Vengono organizzati banchetti per strada e raccolte porta a porta in città, fino a quando l’allora sindaco, Fiorello Gramillano, presenta ai membri dell'associazione Andrea Marinelli, imprenditore e tifoso dell'Ancona pronto a rilevare la società, ma a condizione di far ripartire la squadra dal campionato di Eccellenza. Marinelli approva subito l'ingresso nel consiglio di amministrazione di "Sosteniamolancona", che diventa detentrice del 2% delle quote societarie.

Nella stagione 2013-2014 l'Ancona torna tra i professionisti e ad aprile 2015 Marinelli comunica l a volontà di volersi allontanare dalla carica di presidente. Ed è in questo frangente che il tifo organizzato sale alla ribalta. Dai sostenitori della squadra marchigiana viene creata la fondazione "Unione Anconetana", che il 17 dicembre 2015 riceve gratuitamente da Marinelli l'86% delle quote del club. Andrea Marinelli inoltre si impegna formalmente a versare per tre campionati, l'attuale più i prossimi due, un contributo economico per la gestione della squadra. Oggi tra "Sosteniamolancona" e "Unione Anconetana", l'Ancona è quasi totalmente dei tifosi e vanta sponsorizzazioni di prestigio pronte a traghettare la realtà marchigiana verso i massimi livelli del calcio.

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