La manifestazione
Il silenzio dei dirigenti ora spaventa la città
Pontedera calcio: regna l’incertezza, ma si spera in nuovi soci
PONTEDERA. La notizia - era facile immaginarselo - non è passata inosservata. Il comunicato diramato lunedì dalla società del Pontedera, in cui è stata resa nota la volontà della dirigenza di ampliare il parco dei soci a sostegno del sodalizio granata e, addirittura, la disponibilità del gruppo al comando del club di farsi da parte nell’eventualità in cui un soggetto, o un insieme di soggetti, si facesse avanti per l’acquisizione del pacchetto di maggioranza, ha fatto gelare il sangue agli sportivi della città.
I tifosi ora si chiedono quale sarà il futuro del Pontedera e soprattutto quali siano le reali intenzioni degli attuali soci. Perché se è vero che i vertici dirigenziali hanno fatto sapere chiaramente che sono pronti a valutare ipotetiche offerte per la cessione della società, non è ancora chiaro cosa abbiano intenzione di fare gli stessi soci al termine della stagione calcistica. La paura di molti è quella di veder sciogliere il sodalizio granata, con la conseguente sparizione dell'Us Città di Pontedera. Interrogativi a cui, per il momento, nessuno sembra disposto a dare una risposta.
Un silenzio che fa paura. E ora cosa accadrà al Pontedera? Tra i tifosi i pareri sono contrastanti. C'è chi sostiene che l'annuncio della dirigenza sia soltanto una provocazione mirata alla ricerca di forze economiche fresche, ma che comunque, nel caso in cui nessuno si facesse avanti, la situazione rimarrebbe esattamente la solita di quella attuale. E chi invece guarda al futuro con pessimismo, sostenendo che il comunicato dei soci altro non è che una dichiarazione di abbandono imminente. Ipotesi, quest'ultima, che se si avverasse rischierebbe seriamente di sbriciolare la storia recente del club granata condannandolo alla ripartenza dal calcio dilettantistico.
Pensieri e ipotesi che per il momento restano confinati tra i tavolini dei bar del centro. Anche perché i membri della società non parlano, limitandosi a far sapere che tutto ciò che avevano da dire è stato scritto nel comunicato.
Quanto costa il Pontedera? Stipendi dei giocatori, imposte, trasferte, pranzi al ristorante. Comprendendo anche la minima spesa il Pontedera costa 1,7 milioni di euro a stagione. Una cifra che negli ultimi anni è sempre stata reperita dai soci attraverso una serie di strategie decise di comune accordo, facendo riferimento soprattutto alle entrate previste nel bilancio societario: 100mila euro dagli incassi di tutta la stagione e dagli abbonamenti, 5-600mila euro di contributo da parte della Lega Pro per la valorizzazione dei giovani calciatori, insieme ad altri premi, e 2-300 mila euro derivanti dalle cessioni dei giocatori. I restanti 7-800mila sono previsti in arrivo dai vari sponsor. Stando alle indiscrezioni degli ultimi giorni la dirigenza del Pontedera si sarebbe accorta di non poter reperire la cifra prefissata dalla vendita di giocatori: motivo quest’ultimo, che avrebbe inciso notevolmente nella scelta di comunicare la disponibilità alla cessione delle quote del club.
Scenari. Fonti vicine ai vertici della dirigenza del Pontedera raccontano di un incontro avvenuto tra alcuni esponenti della società e un importante industriale della zona. Non è ancora chiaro se il summit sia avvenuto realmente, ne, tantomeno, se il nocciolo della discussione sia stato il futuro del Pontedera calcio. Intanto c’è chi parla di un altro imprenditore locale interessato a entrare nella "famiglia" granata e, al tempo stesso, di una possibile uscita di scena di uno dei massimi rappresentanti del sodalizio. Voci che si rincorrono ma che, per ora, non trovano riscontro in fatti concreti. E in notizie precise, fornite da chi sarebbe in grado di darle.
Tommaso Silvi
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