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Pontedera

Piaggio, in ventitré avranno il tempo pieno

Piaggio, in ventitré avranno il tempo pieno

Intanto quaranta operai hanno firmato per uscire dall’azienda

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PONTEDERA. Doveva esserci venerdì, ma i vertici di Piaggio erano impegnati su un altro fronte e allora la riunione con i sindacati per la valutazione degli investimenti per il 2016 si farà nei prossimi giorni. Probabilmente il 10 marzo, unendo l'importante argomento all'ordine del giorno a un altro tema centrale per il futuro prossimo della fabbrica: l'interruzione del contratto di solidarietà per 90 giorni. Un passaggio in cui prenderà corpo il tanto atteso e discusso turn over tra chi ha scelto la mobilità volontaria per uscire dallo stabilimento e avviarsi alla pensione e chi vedrà finalmente trasformato il proprio contratto da part-time verticale a full-time.

Il numero teorico di chi prenderà lo "scivolo" è pari a 180 unità, 150 operai e 30 impiegati in questa seconda tranche dell'operazione messa in moto già l'anno scorso e aperta a 120 lavoratori. Nel 2015 furono in realtà circa 80 a sfruttare la mobilità e nel 2016, fino a questo momento, sono stati circa 40 a sottoscrivere l'accordo. C'è tempo fino al 7 marzo per la firma sul documento che dà diritto all'incentivo per la fuoriuscita e i sindacati pensano che, alla fine, saranno circa 50 a imboccare la porta per non rientrare mai più in Piaggio. Ma per chi esce ci sono 230 part-time verticali che aspettano di diventare operai a tempo pieno. Non più quindi al lavoro per sette mesi al massimo, ma tutto l'anno, senza dover aspettare la chiamata dell'azienda ogni volta che si entra nel periodo di maggior produzione.

Ovviamente non tutti saranno coinvolti nella trasformazione dei contratti. Anzi, proprio sui numeri ammessi dall’azienda e inseriti nell'accordo firmato da Fim Cisl, Ugl e Uilm Uil, ma non da Fiom Cgil, si è discusso a lungo e si continuerà a farlo anche nelle prossime settimane. Probabilmente sarà uno temi caldi durante la campagna elettorale per il rinnovo della Rsu prevista per il mese di luglio.

In base a quanto spiegato dai sindacati, considerando il numero di chi ha sottoscritto l'accordo per andare in mobilità nel 2015, sarebbero 13 i contratti trasformati. Fim e Uil, includendo anche quelli del 2016, puntano a "stabilizzarne" complessivamente 23 o 24. In pratica sarebbero quelli che sono stati assunti con contratto part-time verticale nel 2008. L'Unione sindacale di base (Usb), nato da poco in Piaggio, contesta questo numero parlando di 38 part-time assunti nel 2008. E chiede anche di conoscere i criteri con cui si sceglieranno gli operai che otterranno la trasformazione del rapporto di lavoro in full-time.

Insomma, l'argomento è caldo e caratterizzerà il dibattito in Piaggio anche per i prossimi mesi. Così come il tema degli investimenti su cui la discussione entrerà nel vivo proprio al prossimo appuntamento tra sindacati e azienda. Anche se, di fatto, Piaggio ha già confermato gli oltre 40 milioni di euro del 2015 anche per il 2016. Un dato che, secondo Fim e Uilm, sarà destinato all'ammodernamento di macchinari e strutture per poi arrivare al 2017 e vedere realizzati nuovi veicoli. Per Fiom, invece, si tratta di somme non adeguate alla necessità di rilancio pressoché immediato di cui l’azienda avrebbe bisogno.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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