La manifestazione
Il consorzio è al tramonto
VICOPISANO. Va verso la conclusione il “matrimonio” che da oltre vent'anni unisce il Comune di Vicopisano, al 25%, e la società Acqua e Terme di Uliveto, al 75%, nel consorzio responsabile della...
VICOPISANO. Va verso la conclusione il “matrimonio” che da oltre vent'anni unisce il Comune di Vicopisano, al 25%, e la società Acqua e Terme di Uliveto, al 75%, nel consorzio responsabile della gestione del parco termale.
Dopo le molte avvisaglie che dall'estate scorsa si erano fatte sempre più chiare circa la volontà di seppellire l'organismo, che in tanti anni malgrado i tentativi, ha sempre visto bilanci andare in perdita e salvarsi solo grazie all’intervento dei due soggetti, la volontà di mettere fine al tutto è stata scritta nero su bianco nell'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, il 3 marzo. Una decisione che non mancherà di scatenare polemiche e che in realtà mette già in allerta il Movimento 5 Stelle.
«La prima lettera che annunciava la volontà del Comune di rescindere il contratto è del giugno scorso, da allora i nostri tentativi di approfondire questo tema si sono scontrati con un muro di gomma, aggravato dalle risposte spesso contraddittorie del comune in merito – afferma Paolo Landi, consigliere pentastellato – Un'attività che vede il Comune coinvolto necessariamente anche in futuro, dato che parte delle strutture gestite dal consorzio sono di proprietà comunale. Eppure per tanti anni si è continuato ad andare avanti in passivo, calcolando nei bilanci le quote di Comune e società a seconda delle perdite dell'anno. Una situazione che avrebbe necessitato da tempo di un rilancio nei progetti e nelle proposte o di un minimo interessamento del Comune, che con i suoi quattro consiglieri in cda, tre dei quali di maggioranza e sufficienti all bisogna, avrebbe in qualsiasi momento potuto convocare la società ad un tavolo. Ci è stato detto che le proposte in passato sono giunte dal Comune, ma di tutto questo non vi è traccia nei verbali né nei resoconti dell’attività che ogni anno il consorzio avrebbe dovuto produrre e che invece sono introvabili, chissà perché. Serviva e serve tutt'ora un confronto pubblico ed il Comune lo ha sempre negato. Un consiglio aperto è doveroso».
Nilo Di Modica
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