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Pontedera

«Mi discriminano perché sindacalista»

«Mi discriminano perché sindacalista»

Cappellini (Fiom) contro la Piaggio: pronto alle vie legali

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PONTEDERA. «Sono io quel sindacalista che ogni volta che c’è aria di contratto di solidarietà per un calo di lavoro puntualmente viene chiamato per non andare al lavoro». Massimo Cappellini, operaio della Piaggio e delegato della Rsu in quota Fiom Cgil, è il rappresentante dei lavoratori che, secondo un comunicato della stessa sigla sindacale di pochi giorni fa, sarebbe stato discriminato dall’azienda. «Secondo me è una certezza - dice - il fatto di essere messo a casa così spesso per via della mia attività sindacale. Tanto che sto pensando di difendermi legalmente per conto mio».

Dure accuse. Il comunicato di alcuni delegati di Fiom, tra i quali anche Cappellini, era molto duro. «D’altra parte in questo momento nel reparto Acn, dove si trovano macchine a controllo numerico, si fanno turni di notte e sono state trasferite persone da altri reparti. Ma in due o tre siamo rimasti a casa. Tra cui io», sostiene Massimo Cappellini che parla anche di tentativi da parte dei vertici della Fiom provinciale, in passato e recentemente, per chiedere all’azienda un cambiamento di atteggiamento nei suoi confronti. «Sono state chieste spiegazioni sia verbali che scritte - afferma - ma, nonostante numerosi tentativi, non c’è mai stato un vero chiarimento da parte di Piaggio».

Parola di ex segretario. Marcello Franchi, l’ex segretario provinciale della federazione dei metalmeccanici di Cgil, conferma quanto accaduto negli ultimi anni. «In passato abbiamo chiesto a Piaggio, sia a voce che tramite lettere, di spiegarci i criteri con cui venivano scelti gli operai da lasciare a casa durante i periodi di ricorso alla cassa integrazione prima e al contratto di solidarietà poi - spiega Franchi - In molti, compreso Cappellini, ci avevano sollevato il problema delle scarse rotazioni e avevamo il sospetto che la situazione fosse poco chiara. La risposta che abbiamo avuto, però, è stata soltanto telefonica. E comunque Piaggio ha negato che fossero usati criteri discriminatori, spiegando che le scelte venivano e vengono prese seguendo elementi oggettivi. Difficile, in questa maniera, andare più a fondo in questa vicenda che è abbastanza sentita tra gli operai dello stabilimento».

Stipendio ridotto. Cappellini, intanto, prende atto che la sua busta paga, come quella di molti suoi colleghi operai, sia di gran lunga più leggera che in passato. «Nel reparto in cui lavoro praticamente non si applica il principio di rotazione - dice - e chi, come me, resta più spesso a casa di altri, si ritrova uno stipendio estremamente risicato. Quest’anno guadagniamo il 60% della retribuzione, mentre fino all’anno scorso la riduzione di stipendio era minore. La differenza è prodotta dalla riforma degli ammortizzatori sociali voluta dal Governo. La mia vicenda, che reputo discriminatoria, è legata sicuramente a una questione economica. Ma si tratta anche di una questione di principio, perché secondo me è palese il fatto che sia io sempre tra quelli che vengono lasciati fuori dalla fabbrica, specie nei periodi in cui vengono effettuati scioperi nei reparti quando ci sono problemi».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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