La protesta
«Matteo Renzi in città? Come la festa sul Titanic»
PONTEDERA. È un attacco frontale, duro, quello rivolto dagli esponenti della Uilm Uil alla vicesindaco del Comune di Pontedera, Angela Pirri. Motivo della polemica è l’invito rivolto al premier...
PONTEDERA. È un attacco frontale, duro, quello rivolto dagli esponenti della Uilm Uil alla vicesindaco del Comune di Pontedera, Angela Pirri. Motivo della polemica è l’invito rivolto al premier Matteo Renzi per una visita a Pontedera in occasione del settantesimo anniversario della Vespa che ricorre proprio quest’anno. «Non è giusto festeggiare, perché a Pontedera e in Valdera c’è crisi ormai da anni - ha spiegato il segretario provinciale della Uilm, Benedetto Benedetti - Sembra di essere sul Titanic, con la barca che affonda e le istituzioni che continuano a far suonare l’orchestra».
«Si pensa a invitare Renzi per farsi belli di un’azienda che a Pontedera ormai produce pochissimo - rincara la dose il collega Samuele Nacci - mentre gli operai hanno visto impoverirsi i salari e le aziende dell’indotto sono sempre meno. Anzi, si dovrebbe togliere anche il cartello “Pontedera città dei motori”, perché Piaggio i suoi motori li realizza in Vietnam e non certo nella città dov’è nata la Vespa».
L’attacco è per le istituzioni in genere, ree, secondo i sindacalisti, di disinteressarsi delle sorti di un territorio che «si sta impoverendo anno dopo anno, mentre dal Comune alla Regione evitano il confronto sul futuro del settore metalmeccanico in provincia di Pisa».
A questo proposito la Uilm, insieme alla Fim Cisl, sta raccogliendo firme tra operai e cittadini per ottenere un tavolo regionale proprio sul comparto. Finora questa campagna ha riscosso 1.200 adesioni e per la prossima settimana Benedetti ha confermato la presenza del gazebo per la raccolta di firme davanti ai cancelli della Piaggio.
Intanto è stato rinviato l’incontro di oggi tra sindacati e azienda per discutere degli investimenti 2016. Le parti si vedranno i primi giorni di marzo su questo tema e per interrompere il contratto di solidarietà tre mesi. Un’operazione a cui sono legate le trasformazioni dei part-time verticali in full-time e l’uscita con la mobilità volontaria per chi è vicino alla pensione. Uno scivolo finora imboccato da circa 40 dipendenti.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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