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Pontedera

il caso

Fermate dei bus senza protezioni e invase dall’erba

Tommaso Silvi
Fermate dei bus senza protezioni e invase dall’erba

Protestano i genitori degli studenti pendolari: «Rischioso per i nostri figli aspettare i pullman»

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TERRICCIOLA. La Provincia prende tempo e comunica che sulla questione diramerà un comunicato nei prossimi giorni. La Compagnia Toscana Trasporti Nord, attraverso il presidente Andrea Zavanella, fa sapere invece che provvederà a un sopralluogo per verificare eventuali responsabilità dirette dell’azienda. La patata bollente passa da un ufficio all'altro. Di certo c’è che numerose fermate dell’autobus lungo la strada 439, l’arteria che attraversa i paesi dell’Alta Valdera, versano in condizioni critiche. E non si tratta di un palo segnaletico divelto o della mancanza di un cartello che indichi gli orari delle corse. La questione, purtroppo, è più grave. E tira in ballo l’incolumità di decine di persone che ogni giorno scelgono di spostarsi dai piccoli centri abitati utilizzando il pullman. Perché le impressioni e le ipotesi si possono contestare, ma le fotografie no. Selvatelle, La Rosa di Terricciola, Camugliano. Chi abita in questi paesi e frazioni è costretto ogni giorno a una pericolosa lotta con la sorte per mettere piede sull’autobus.
 

Le fermate critiche. Sono numerose le segnalazioni arrivate alla nostra redazione, soprattutto da parte di genitori di studenti pendolari. Ognuna corredata da foto che testimoniano lo stato di degrado e di pericolo delle fermate lungo la strada regionale 439, la Volterranna. Procedendo da Volterra in direzione Pontedera il primo esempio di fermata ai limiti dell’incredibile è rintracciabile tra La Rosa di Terricciola e La Sterza, all’altezza dell’inizio della strada che conduce verso il borgo di Terricciola: il palo che indica l’area di attesa per i passeggeri è posto su una lingua di terra ricoperta dall’erba alta, tra un fosso in cui viene convogliata l’acqua piovana e il ciglio della carreggiata. Qui le macchine sfrecciano a velocità elevata. Stessa scena poche centinaia di metri più avanti, alla Rosa di Terricciola, di fronte a un distributore. Anche qui la manutenzione del verde lascia a desiderare e lo spazio per aspettare il pullman si riduce a 30-40 centimetri a bordo strada. Immagine identica rintracciabile anche alla due fermate alle porte di Selvatelle: di fronte al ristorante “Da Carlo”e l’altra nelle vicinanze di “Crecchi mobili”. Sono costretti ad aspettare il pullman in punta di piedi per non finire letteralmente in mezzo alla strada anche coloro che usano le due fermate di Camugliano, a Ponsacco: una poco distante da dove in passato era situato un supermercato, l'altra vicino alla tenuta del marchese Niccolini.

Pericoli e silenzi. Il villaggio scolastico di Pontedera è frequentato da migliaia di studenti, molti dei quali provenienti proprio dall’Alta Valdera. Ragazzi e ragazze quindi ogni mattina sono costretti ad attendere l’autobus in uno spazio ridotto, invaso dal fango nelle giornate di pioggia, a pochi metri dalle auto in transito. La Provincia, che dovrebbe provvedere alla manutenzione degli spazi in cui sorgono le fermate e all’eventuale messa in discussione del loro posizionamento, opta per la via del “no comment”. Almeno per il momento, dato che dagli uffici promettono la diffusione di un comunicato nei prossimi giorni. Mentre una fetta di passeggeri continua a rischiare grosso ogni giorno.

Ctt: al via i sopralluoghi. Il grave incidente avvenuto di fronte alla pensilina nel piazzale dello stadio di Pontedera il 21 dicembre scorso, con uno studente finito sotto le ruote di un autobus in seguito alla caotica corsa al posto a sedere che si scatena tra i ragazzi dopo il suono della campanella, ha acceso i riflettori sulla sicurezza delle aree di fermata dei mezzi. Un problema che ora il presidente della Ctt Andrea Zavanella vuole risolvere anche nell’Alta Valdera: «Avvierò dei sopralluoghi per verificare lo stato delle fermate lungo la sr 439, anche se non spetta a noi spostare o eliminare la zona di attesa», spiega Zavanella, che conclude: «Qualora i nostri dipendenti dovessero ravvisare delle criticità provvederò a comunicarle agli organi competenti».
 

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