La manifestazione
«Operai in solidarietà discriminati da Piaggio»
Duro attacco di alcuni delegati Rsu: «Viene lasciato a casa un sindacalista insieme ad altri lavoratori mentre nel reparto si fa arrivare personale da fuori»
PONTEDERA. «In Piaggio la parola solidarietà si legge discriminazione, ecco come si negano i diritti con i soldi dell'Inps».
Comincia così un duro attacco di alcuni delegati della Rsu di Fiom Cgil alla Piaggio in fatto di applicazione dei contratti di solidarietà che «è diventata sempre più pesante e discriminatoria», si legge in una nota. Una situazione che ha portato a ripetuti scioperi nell’ultimo periodo.
«I contratti di solidarietà sono applicati in Piaggio da 3 anni con la firma di Fim e Uilm - scrivono gli esponenti di Fiom - L'azienda li ha sempre usati non solo per ridurre i suoi costi a spese dell'Inps, ma soprattutto per riorganizzare la produzione e intensificare i ritmi di lavoro, approfittando della ridotta capacità di resistenza dei lavoratori». Secondo i sindacalisti, ci sarebbero incongruenze nell’applicazione dell’ammortizzatore sociale, la cui eventuale interruzione sarà discussa il 10 marzo in una riunione tra azienda e rappresentanti dei lavoratori: «La Piaggio tiene a casa le persone che non ritiene adeguate all'aumento degli standard produttivi e vorrebbe costringere a ritmi più alti e a peggiori condizioni di lavoro chi seleziona per il “privilegio” di lavorare». Così, stando a quanto scritto dai delegati, chi resta a casa ha «problemi di salute, spesso causati dai ritmi di lavoro usuranti delle catene di montaggio».
Il comunicato, poi, affronta il tema delle discriminazioni attraverso l’applicazione del contratto di solidarietà. «Nel reparto Acn (reparto delle macchine a controllo numerico) - proseguono i delegati Fiom - durante questa settimana sono rimasti a casa solamente 2 o 3 persone su 30, ma tra loro c’è un rappresentante dei lavoratori. Pochi giorni prima, invece, sono stati fatti arrivare da altri reparti diversi operai per sopperire alle necessita` produttive. Il tutto mentre continua ad essere effettuato il lavoro notturno. A questi comportamenti i lavoratori hanno già risposto con uno sciopero di stabilimento di un'ora la scorsa settimana, e uno di mezz'ora lunedì all’interno dello stesso reparto Acn».
Uno sciopero che non sarebbe solo contro la Piaggio. «È anche di denuncia delle istituzioni pubbliche, evidentemente poco interessate a guardare oltre i muri della fabbrica più grande della regione - spiegano ancora i sindacalisti - anche quando utilizza ingenti fondi pubblici e tanti soldi che vengono dai contributi dei lavoratori per discriminarli e mettere in discussione i loro diritti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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