Sicurezza
15 medici rifiutano il posto all’ospedale di Volterra
Il rifiuto riguarda il centro trasfusionale e crea ripercussioni su quello di Pontedera dove si creano lunghe liste d’attesa per quanti vogliono donare il sangue
PONTEDERA. Quindici medici toscani stanno mettendo nei guai il centro trasfusionale di Pontedera. Sono quelli che hanno rifiutato il contratto a tempo determinato, per sostituire una loro collega in maternità, in cui era prevista anche la frequente presenza all’ospedale di Volterra. Una versione dei fatti confermata da ambienti della sanità. Così, mentre l’Asl cerca di porre rimedio a questa situazione, la vita nel reparto si è fatta difficile, sia per i dottori che per i donatori di sangue.
I primi sono cinque, meno uno agli infortuni, e devono dividersi tra le varie mansioni richieste dall’ospedale di Pontedera e tra l’obbligo di tenere aperto anche il centro volterrano. Col risultato che, ogni mattina, sono due al massimo i medici presenti al centro trasfusionale. I donatori devono adattarsi a liste d’attesa piuttosto lunghe.
Ieri, il primo appuntamento utile per donare sangue era per il 7 marzo, mentre per il plasma per l’11 dello stesso mese. Se si chiedeva un sabato, per evitare di assentarsi dal lavoro, bisognava attendere il 2 aprile per il sangue e il 9 aprile per il plasma.
La carenza di personale medico incide in parte sul calo di donazioni, passate da 2.035 del 2013 a 1.800 nel 2015 per quanto riguarda i Fratres di Pontedera.
«L’anno scorso abbiamo avuto una diminuzione generale in Toscana - afferma il primario del centro trasfusionale di Pontedera e Volterra, Paolo Petrucciani - Poi dobbiamo considerare anche una più stringente selezione dei donatori imposta dalle autorità sanitarie, oltre all’obbligo di sostenere un colloquio con i medici prima di poter effettuare la donazione inserito dall’inizio del 2015».
Proprio questo aspetto, secondo Luigi Conti, presidente dei Fratres di Pontedera, è uno degli elementi di maggior disturbo alle donazioni, unito alla carenza di personale medico. «Siamo passati dai 141 nuovi donatori del 2012 ai 51 dell’anno scorso - dice - Un calo dovuto anche al colloquio pre donazione a cui seguono analisi e poi la data per donare. Tra un passaggio e l’altro deve trascorrere un mese, ma molti poi non si presentano all’appuntamento, perché non possono prendere troppi giorni di permesso dal lavoro. Anche questo aspetto influisce, perché la maggior parte ora preferisce il sabato, evitando di fare troppe assenze. Ma le giornate di sabato libere sono poche». Infatti, chi ieri ha chiesto un appuntamento per un colloquio si è sentito rispondere il 6 o l’8 aprile. Se la richiesta fosse stata per un sabato, la prima data utile sarebbe stata l’8 maggio.
«L’anno scorso, poi, venivano fatti cinque colloqui al giorno - riprende il presidente Fratres - mentre dall’estate a oggi solo tre, perché mancano i dottori. A questo va aggiunta la decisione di chiudere il reparto la domenica a differenza del passato in cui una volta al mese veniva permessa la donazione a chi non poteva farla negli altri giorni. Insomma, la situazione è davvero difficile».
Dalla scorsa estate, infatti, la rotazione dei medici è come una coperta corta: copri un servizio, ma ne scopri un altro.
Conti punta il dito contro Volterra: «Basterebbe concentrare in pochi giorni a settimana l’attività del centro trasfusionale volterrano, visto che la mole di donazioni rispetto a Pontedera è di gran lunga inferiore. Giusto per fare un esempio, sabato 6 febbraio a Volterra abbiamo avuto 5 donazioni di sangue, mentre a Pontedera 20 di sangue e 8 di plasma».
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