Il dolore
Una “Super Cau” per i 70 anni della Vespa
Il pilota che trionfò alla Sei Giorni del 1951 ha rivisitato il Px insieme all’azienda Busdraghi
PONTEDERA. Poteva Giuseppe Cau, il Cavaliere della Vespa, il pilota che racchiude in sé la memoria dei gloriosi trascorsi agonistici della Piaggio, il collaudatore di audaci prototipi che hanno segnato lo sviluppo del celebre scooter, l’ultimo testimone dello squadrone tutto d’oro che trionfò alla Sei Giorni del ’51, poteva un vespista così non studiare qualcosa di speciale per salutare il settantesimo compleanno della sua amata due ruote? La domanda è retorica, la risposta scontata: no. E infatti ecco qua la “Super Cau”: un modello di Vespa unico nel suo genere, e in edizione limitata (99 esemplari), che il Cavalier Cau ha ideato e realizzato in partnership con l’azienda Busdraghi di Pontedera, storico concessionario Piaggio del nostro territorio. «Un veicolo», si legge sul sito web di Busdraghi, sulla pagina appositamente creata per la “Super Cau”, «che vuole celebrare la Vespa in occasione del 70° anniversario della nascita, e allo stesso tempo uno dei suoi più grandi “interpreti”. A partire dal suo numero di gara, il 94, che compare sullo scudo». Modernità e tradizione: la “Super Cau”, che verrà ufficialmente presentata in aprile, il mese del settantennale, è una PX opportunamente rivisitata, e realizzata con particolari pensati e costruiti da Cau e Busdraghi.
«Ogni esemplare - spiega il “pilota-fantino”, come l’ingegner Piaggio chiamava Cau - è numerato e certificato, e non verrà più replicato. La numero 1? Be’, quella l’ho tenuta per me!».
«Il veicolo – illustra Busdraghi - è di base nero lucido, con cofani e copristerzo verniciati in un grintoso nero opaco. Il copristerzo, il claxon esterno “anni 60”, la sella “Sport” (con logo “SuperCau” e riproduzione della firma) e le tabelle portanumero sono realizzate in esclusiva, con qualità costruttiva e materiali pari all’originale. Inoltre, su ogni veicolo sarà applicata una riproduzione della medaglia della Sei Giorni Internazionale con inciso Il numero di serie (da 02 a 99) richiesto».
Classe 1928, romano ma pontederese d’adozione, Cau è cresciuto in simbiosi con la creatura a due ruote di Corradino D’Ascanio. Questo settantesimo compleanno è un po’ l’anniversario di matrimonio tra lui e la Vespa. Una storia d’amore sempre su di giri, coronata dalle giuste vibrazioni. «Oggi, lo scopo della mia vita è raccontare i grandi successi di questa invenzione straordinaria, simbolo del gusto e dell’ingengno del nostro Paese. Il mio sogno. Avere di nuovo qui i miei compagni della Sei Giorni di Varese, Alberto Vivaldi, Fernando Nesti, Bruno Romano, Mario Riva, Carlo Merlo, Dino Mazzoncini, Pierino Opessi, Ivo Granchi, Natale Biasci: lo squadrone da 10 medaglie d’oro. Darei a tutti loro una “Super Cau”, per scattare una versione aggiornata della foto che, nel ’51, ci ritrasse sorridenti e fieri, schierati con le nostre Vespa fresche di vittorie. Un’immagine che resta il simbolo di un’epoca».
Andrea Lanini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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