Sicurezza
Lineapelle, crescono gli espositori
Le concerie toscane protagoniste alla più importante fiera di settore
MILANO. Lineapelle, in corso a Milano, regala segnali di vivacità e di ottimismo, in una fiera che registra un buon numero di visitatori e un incremento del 6 per cento di espositori. Fiera che vivrà oggi la sua giornata conclusiva.
«La più significativa innovazione? Il ritorno alla semplicità», risponde Graziano Bellini della conceria Dingo, nel cui stand risaltano pelli al vegetale dagli effetti vintage, considerate come la sintesi migliore tra i desideri dei clienti e le esigenze dei produttori riscontrate sin qui a Lineapelle. Numerosi i clienti giunti all’evento nei primi due giorni di fiera, dall’Europa e dal resto del mondo: «Quest’anno ci sono anche tantissimi americani, probabilmente grazie al cambio favorevole – dice Andrea Ghizzani della conceria Montana – Per quanto ci riguarda vediamo che la tendenza allo sportivo continua a trainare le richieste, mentre gli stand sono pieni di colori pastello: dal rosa al celeste passando per il fuxia». In ogni caso, a farla da padrona è la qualità, che conferma comunque il ruolo delle pelli toscane tra le protagoniste indiscusse di Lineapelle a Milano. «Solo i prossimi mesi potranno tradurre in numeri concreti il fermento che si respira qui tra gli stand – dice Filippo Francioni della San Lorenzo – Intanto è importante esserci per capire come si muoverà il mercato».
«La gente c’è – risponde Michele Matteotti del cuoificio Otello e presidente del Consorzio di Ponte a Egola – Quest’anno vediamo anche i Paesi della nuova Europa che per la prima volta si affacciano sul mercato. Rispetto agli altri anni, magari, si osserva da parte dei clienti una maggiore attenzione al prezzo».
«È ancora presto per dare un giudizio - sostiene Niccolò Banti della conceria Alba - Da parte nostra c’è tutto l’entusiasmo e l’impegno per presentarci con prodotti di massima qualità».
«Il classico pregiato si conferma un intramontabile», sostiene Francesco Testai della conceria Vecchia Toscana, sottolineando come proprio nei momenti di crisi i compratori scelgano di rinunciare a qualche richiesta eccentrica pur di non fare a meno della qualità».
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