Proteste
Frane, la spada di Damocle pende su Alica e Morrona
Nei due paesi dell’Alta Valdera servono opere di consolidamento idrogeologico I Comuni hanno presentato progetti alla Regione, chiesti oltre 650mila euro
PONTEDERA. Alica e Morrona. Due gioielli dell’Alta Valdera minacciati dal dissesto idrogeologico. I Comuni di Palaia e Terricciola hanno presentato due distinti progetti per rimediare finanziamenti da investire in opere che scongiurino eventuali disastri. Perché la situazione per i due paesi non può essere definita del tutto tranquilla.
Paesi a rischio. Il piccolo borgo vicino a Forcoli si appoggia su due differenti consistenze di terreno e proprio in mezzo al centro abitato si è verificato uno scivolamento verso valle provocando crepe in alcune case. «Abbiamo già fatto una prima parte dei lavori necessari per la messa in sicurezza - dice il sindaco di Palaia, Marco Gherardini - ma i geologi ci hanno scritto che, se vogliamo evitare ulteriori problemi, dobbiamo ultimare l’opera». Per Morrona, invece, i lavori, che il Comune ha definito «urgenti», sono tutti da realizzare. «Nell’agosto 2012 ci fu un vasto incendio che interessò sia il versante sud est del centro che quello circostante la scuola - racconta Maria Antonietta Fais, sindaco di Terricciola - La mancanza di vegetazione ha messo di nuovo in moto movimenti franosi, tali da far scomparire l’unica pista di accesso alle aree boschive».
Alica e lo scivolamento. Così, le due amministrazioni comunali si sono messe in moto per presentare i progetti alla Regione e provare così a intercettare finanziamenti. Per Palaia si tratta di lavori per un importo pari a 69mila euro con l’obiettivo d’intervenire sui fossi drenanti per salvaguardare l’abitato di Alica. «Abbiamo presentato nei tempi dovuti il progetto - riprende Gherardini - Ora speriamo che venga inserito nel Documento di difesa del suolo regionale, in modo da porre rimedio a un problema emerso due anni fa». Passeggiando per Alica si vedono i tasselli per la misurazione delle crepe in millimetri sugli schianti nelle pareti di alcune case tra via del Borghetto e via De Gasperi. In un paio di situazioni il sistema di monitoraggio è addirittura all’interno dell’abitazione. «Un paio d’anni fa si accorsero di una perdita d’acqua in un edificio alla fine del paese - racconta un abitante, Ilio Lazzereschi - Poi scoprirono che dipendeva da una tubazione che si era rotta a monte. Per ora hanno fatto una parte di lavori. Ma chissà quanto terreno ha smosso quell’acqua». Colpa dello scivolamento di cui parlava il sindaco di Palaia che, con l’ultimazione dei lavori, dovrebbe essere risolto. Anche se, per il momento, restano un po’ d’incognite sulla situazione attuale. «Alica è costantemente monitorata - riprende il sindaco - ma dobbiamo comunque intervenire presto».
Morrona ferita dall’incendio. Più ingenti i lavori da realizzare a Morrona. Il Comune ha presentato un progetto per il versante sud est per un importo da 328.989, 70 euro e uno per i versanti circostanti la scuola primaria e secondaria 255.058,85 euro. Quasi 600mila euro, quindi, per una operazione che Terricciola spera d’inserire nel bando regionale “Sostegno alla prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici”. «L’intero versante - si legge nelle due delibere della giunta comunale - ha notevoli problemi di carattere idrogeologico. Sono, infatti, presenti, sia movimenti franosi quiescenti che fenomeni legati alla scarsa regimazione delle acque di ruscellamento». Secondo Fais, «Morrona è sotto controllo e non corre grossi rischi, ma è chiaro che dobbiamo porre rimedio a una situazione che va risolta, visti i continui cambiamenti climatici di questo periodo».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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