Spogliatoi chiusi due giorni dall’Asl La colpa? Di nessuno
Fornacette: scaricabarile e scambi di accuse tra società di calcio giovanile. La protesta: «Allenamenti nel parcheggio»
FORNACETTE. Un giorno e mezzo di chiusura di uno spogliatoio per precarie condizioni igieniche disposto dall’Asl. Un fatto grave avvenuto la settimana scorsa al campo sportivo di Fornacette, dove si allenano centinaia di calciatori, tra giovanissimi e adulti. Un episodio che nasconde una convivenza difficile tra la Pisa Academy e il settore giovanile dell’Ac Pisa 1909 da una parte e il Fornacette Casarosa, dall’altra.
Tra rimpalli di responsabilità per disposizione dell’Asl e una disputa sulla gestione degli impianti della frazione calcinaiola, s’inserisce lo sfogo di un parente di un ragazzo che gioca nelle giovanili del Pisa e che lancia accusa pesanti alla gestione dei ragazzi nerazzurri gestiti dalla Biancoforno. Nella email si parla di «mancanza di materiale tecnico come casacche, birilli», ma anche di «carenza di palloni». In più anche una citazione per i campi «che si allagano facilmente», costringendo «a effettuare gli allenamenti sull’asfalto del piazzale d’ingresso con auto che vanno e vengono». Uno dei responsabili di Biancoforno, Luca Lami, ha risposto alle accuse: «Intanto devo precisare che 196 ragazzi di cui si compone il settore giovanile sono di proprietà dell’Ac Pisa 1909 e si tratta di ragazzi che abbiamo acquistato con i nostri soldi, spendendo 287mila euro per ristrutturare l’impianto e realizzare gli attuali sette campi sportivi. Ma noi siamo solo gestori e stiamo parlando con il Pisa per capire cosa fare in futuro. Sulla chiusura degli spogliatoi non c’entriamo niente». Chi è tirato in ballo per la disposizione dell’Asl è invece il Fornacette Casarosa, di cui è presidente Marco Orsini: «Eravamo titolari della concessione fino allo scorso luglio. Poi abbiamo fatto un accordo con la Pisa Academy per la gestione dell’impianto fino al rinnovo della concessione avvenuto a gennaio e che ci siamo aggiudicati. Di fatto il contratto non è ancora stato formalizzato, ma dall’inizio dell’anno ci eravamo accorti che la situazione al campo sportivo non andava. Molte manutenzioni non erano state fatte e ci eravamo organizzati per rimediare. Il controllo dell’Asl ha solo accelerato la serie d’interventi che abbiamo intenzione di fare».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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