Il dolore
Se l’abitudine diventa “legge”
Sono tanti i divieti ignorati per... consuetudine
PONTEDERA. Alcuni fanno riferimento a disposizioni vecchie di decine di anni. Altri invece valgono soltanto per una fetta di residenti. Se ne stanno agli angoli della città, con indosso il velo grigiastro dello smog, svettando sulle auto e sui pedoni. Sotto di loro c’è il cuore del centro che batte: uomini e donne che procedono spediti verso l’ufficio, ragazzi e ragazze con lo zaino in spalla e un mare di sogni in testa, anziani con l’immancabile giornale incastrato sotto al portapacchi posteriore della bicicletta.
Tutti passano accanto ai cartelli stradali. Ma in pochi ne leggono, e tantomeno ne conoscono, esattamente il contenuto. In alcuni spicchi di Pontedera a dettare legge, più che le norme esplicate nei pannelli, è la forza dell’abitudine. Tradizione o sbadataggine? Difficile ricondurre tutto sotto un unico comune denominatore. Di certo c’è che esistono cartelli sistematicamente ignorati. In corso Matteotti, ad esempio, ce n’è uno che vieta il transito alle bici - su ambo i sensi, si legge nel segnale - dalle 17,30 alle 19,30. Il pannello si trova all’angolo tra il corso e via Valtriani e rappresenta una norma di molti anni fa. Per questo la polizia municipale nei prossimi giorni rimuoverà l'avviso: «Ci è sfuggito anche a noi, ma nel giro di qualche giorno lo rimuoveremo - confessa ridendoci su il comandante Stefanelli -Si tratta di una regola piuttosto superata, soprattutto se si considera l'impegno della polizia municipale e del Comune per convincere sempre più cittadini a utilizzare la bicicletta».
Ma ci sono anche obblighi che all’apparenza sono validi per tutti, ma che, in realtà, nascondono dietro di loro una possibile eccezione valida soltanto per una determinata fascia di cittadini. In altre zone della città, invece, la segnaletica, col tempo, si è pericolosamente mimetizzata con l’asfalto. Rendendosi quasi invisibile. Basta farsi un giro per Pontedera e curiosare tra le strade per trovare diversi esempi di cartelli “originali”. Nessuna gaffe nelle indicazioni e nessun avviso sbagliato, sia chiaro. È semplicemente curioso come in alcuni casi la consuetudine sia così radicata da non vacillare nemmeno di fronte alla regola scritta. O come, in altri, i “diktat” dei segnali siano facilmente aggirabili. Strano mondo quello dei cartelli stradali pontederesi, dove il rischio di venire “dimenticati” da tutti è sempre dietro l’angolo.
Tommaso Silvi
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