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Cimitero nel fango protesta una donna «Siamo di serie B»

Cimitero nel fango protesta una donna «Siamo di serie B»

CASTELFRANCO DI SOTTO. «Dal funerale sono passati quasi due mesi. Non è possibile tenere delle sepolture in questo modo». È un fiume in piena Katia Camarlinghi mentre cammina attorno alla tomba della...

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CASTELFRANCO DI SOTTO. «Dal funerale sono passati quasi due mesi. Non è possibile tenere delle sepolture in questo modo». È un fiume in piena Katia Camarlinghi mentre cammina attorno alla tomba della madre, Bruna Casini, seppellita il 22 dicembre scorso nel cimitero di Castelfranco. Pochi passi sulla tavole di legno posizionate attorno alle sepolture; l’unico modo per evitare di finire con i piedi nel fango.

«Dal funerale ad oggi non è stato fatto più niente – accusa Camarlinghi – Dopo pochi giorni il terreno è sprofondato, e adesso che ha iniziato a piovere si è trasformato tutto in un lago di fango. Dal Comune mi hanno detto che non sono potuti intervenire per il maltempo, ma fino a pochi giorni fa non era mai piovuto. Si parlava di laghi e fiumi in secca...». Una situazione che la donna definisce «vergognosa, dovrebbe essere questa la priorità di un Comune. Non si capisce, poi, perché la parte nuova del cimitero sia tenuta come fosse una bomboniera mentre noi siamo nel fango. Sembra quasi che ci sia un cimitero di seria A ed uno di serie B».

Il vicesindaco con delega ai lavori pubblici, Lida Merola, conferma di conoscere la situazione: «Ho già spiegato alla signora come stanno le cose. La terra è già stata presa e appena il tempo lo permetterà interverremo per sistemare il terreno». Il rinvio dei lavori, secondo quanto spiega il vicesindaco, è da attribuire unicamente alle condizioni del tempo: «Abbiamo avuto negli ultimi mesi un’umidità tale che ha trasformato tutto in una poltiglia. Gettare altra terra significava gettare altro fango, finendo solo per peggiorare la situazione». Le difficoltà di assestamento del terreno, inoltre, sarebbero da legare anche alla carenza di spazio che affligge il cimitero di Castelfranco; carenza che costringe a far passare troppo poco tempo tra le esumazioni e le nuove sepolture.

Giacomo Pelfer

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