Il Tirreno

Pontedera

Motorizzazione, chiusura congelata

di Danilo Renzullo
Motorizzazione, chiusura congelata

Mezzo passo indietro del Ministero dei Trasporti, disponibile a valutare soluzioni alternative

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PISA. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti fa un (mezzo) passo indietro e “congela” l’ipotesi di chiusura della motorizzazione civile di Pisa. È, in sintesi, quanto emerso dall’incontro che si è tenuto a Roma tra i rappresentanti del Ministero e i delegati sindacali, ai quali è stato illustrato il “piano di razionalizzazione della logistica” che prevede anche “il rilascio dell’ufficio di Pisa” e la ripartizione delle attività e del personale (sedici lavoratori) tra le sezioni di Lucca e Livorno a causa dell’affitto troppo oneroso (circa 180.000 euro annui) della struttura di via Lenin, di proprietà della ditta di ascensori e montacarichi Ceam, che dal 1988 ospita gli uffici e i locali tecnici della motorizzazione dopo il trasferimento da via Andrea Pisano.

Dopo averlo messo nero su bianco in una comunicazione inviata lo scorso 8 gennaio ai sindacati, il Ministero si è detto disponibile a valutare soluzioni alternative al taglio definitivo (se concretizzato sarebbe l’unica sezione provinciale ad essere eliminata in Italia) specificando che la situazione è ancora «fluida» e cioè che quella di inizio anno è una prima proposta inviata al Demanio, ma non definitiva. Il Ministero ha dato quindi la propria disponibilità «a coordinare e mettere in contatto i vari centri decisionali», preferendo per il momento la strada del dialogo che permetterà ai sindacati di attivarsi per cercare di evitare lo smantellamento del sito di San Martino a Ulmiano o proporre una soluzione alternativa alla chiusura, che costringerebbe migliaia di utenti a recarsi agli uffici di Lucca o Livorno per il disbrigo di pratiche automobilistiche, revisioni di veicoli e prove d’esame teoriche e pratiche o affidarsi ad agenzie terze con conseguenti aumenti di costi. Sul tavolo ci sarebbero varie proposte, che permetterebbero al Ministero di risparmiare sul costo dell’affitto - e cercare di raggiungere la «riduzione non inferiore al 50% in termini di spesa per locazioni passive» che si è posto come obiettivo per 2016 - e mantenere attivi sul territorio tutti, o parte, dei servizi offerti. I dipendenti hanno proposto di utilizzare la sede ex Inpdap di viale Bonaini (di proprietà statale), dismessa nel 2012, che potrebbe ospitare gli uffici e gli sportelli al cittadino. La stessa sposata anche dalla Cisl, che ha avanzato anche l’idea di utilizzare gli spazi della Ctt Nord per salvare le operazioni tecniche. Una terza alternativa prevede di accorpare in un solo stabile di proprietà pubblica gli uffici della motorizzazione e quelli della sezione pisana del provveditorato alle opere pubbliche. «Da Pisa – commentano dalla Fp-Cgil – siamo riusciti a portare l’allarme “chiusura” all’attenzione del tavolo nazionale, ottenendo il “congelamento” dell’operazione che ci consentirà di studiare e proporre delle soluzioni per mantenere sul territorio almeno parte delle attività».

Senza risposte sono invece rimaste le lettere inviate dal sindacato ai sindaci del territorio per sensibilizzare le istituzioni sui disagi che la chiusura della motorizzazione provocherebbe ai cittadini e chiedere un intervento per scongiurare il taglio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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