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Pontedera

Imu e Tasi, in arrivo 4mila accertamenti

Imu e Tasi, in arrivo 4mila accertamenti

Pontedera: potenziata la lotta all’evasione con l’incrocio dei dati

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PONTEDERA. Lotta all’evasione dei tributi comunali: gli avvisi di accertamento per il mancato pagamento di Imu e Tasi che arriveranno ai cittadini nel 2016 saranno più del doppio rispetto agli anni precedenti. L’obiettivo è recuperare una quota oltre due milioni di euro: una cifra annuale più che raddoppiata rispetto ai numeri del 2015. Il Comune di Pontedera ha messo in campo strategie sempre più efficaci per scovare i “furbetti”, attraverso il potenziamento del sistema informatico dell’ufficio tributi.

Un aumento preoccupante. È un fatto che l’evasione sia aumentata nel corso degli ultimi anni. Sulla base delle previsioni di incasso in prima battuta, la quota di Imu non pagata nel 2012 si aggira introno al 16%, per raggiungere il 22% nel 2013 e arrivare al 25% per il 2014, anno in cui si aggiunge anche la Tasi. Dal 2012, dunque, il mancato incasso del Comune di Pontedera è salito di dieci punti percentuali nel giro di tre anni. Gli anni cruciali, durante i quali il fenomeno è incrementato in maniera considerevole, sono quelli che vanno dal 2012 al 2015. Uno dei fattori scatenanti, insieme all’impatto della crisi economica, è stata l’applicazione dell’Imu anche sull’abitazione principale e della Tasi, introdotta nel 2014. In questo modo i contribuenti, anziché 7500 come è stato fino al 2011, sono diventati circa 16mila. E, con loro, è più che raddoppiata la quota di tributi non saldati. Di conseguenza sono aumentati anche gli avvisi di accertamento che l’ente è costretto a inviare. «Nel 2015 abbiamo finito di inviare quelli relativi agli anni 2010 (circa 1.600) e 2011 (quasi 1.900) per una quota di poco superiore al milione di euro – spiega Marco Papiani, assessore al bilancio – Rispetto a questo milione di euro siamo riusciti a recuperare circa il 30%. La parte rimanente verrà mandata a ruolo all’ufficio di riscossione coattiva dell’Unione Valdera».

Cosa accadrà nel 2016. Quest’anno il Comune che dovrà accertare i pagamenti dei tributi negli anni 2012 e 2013. «La quota complessiva di tributi evasi supererà i due milioni di euro. Questo perché i contribuenti sono più che raddoppiati rispetto a quelli del 2010-2011», continua Papiani. Il motivo, come detto in precedenza, è legato all’istituzione della tassa sull’abitazione principale, che ha fatto aumentare di circa 9mila unità il numero dei cittadini obbligati a pagare. Di conseguenza, nel 2016 raddoppieranno anche gli avvisi di accertamento da inviare alle famiglie: si parla di circa 4mila.

Una strategia per il recupero. Cosa fare, allora, per individuare i “furbetti”? «Per far fronte a questo problema abbiamo potenziato l’ufficio tributi a livello tecnico – dice Papiani – Per coprire la gran mole di lavoro, infatti, abbiamo incrementato la parte informatica ricorrendo a programmi specifici. Il personale addetto non sarà più obbligato a fare i controlli dei pagamenti per ogni singolo contribuente, ma sarà il computer stesso a segnalare i casi anomali». Come? «Il programma - spiega l’assessore - fa le verifiche: le informazioni relative ai contribuenti, inserite all’interno di diverse banche dati, vengono incrociate tra loro e, in questo modo, le irregolarità non possono sfuggire. Rispetto ad altri Comuni della Toscana stiamo ottenendo buoni risultati. Speriamo che la decisione di potenziare la parte informatica dell’ufficio tributi possa costituire, d’ora in avanti, un aiuto notevole per il lavoro svolto dal nostro personale».

Elena Battaglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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