Sicurezza
Il cognome? È una fortuna oppure un incubo
Omonimie coi vip, accostamenti osé o buffi. C’è di tutto sulle Pagine gialle della provincia di Pisa
PONTEDERA. Rossi (non Valentino... ma il classico “signor Rossi”) batte tutti i record, seguito poi da Salvadori, Donati e Bertini. Ed è proprio il sito www.cognomix.it, che contiene dati sulla diffusione dei cognomi all’interno del territorio italiano a dircelo: il cognome più diffuso a Pisa e provincia è Rossi (e forse non ci voleva molto a immaginarlo) che con i suoi 680 casi batte a mani basse i 400 Salvadori. Seguono poi, con quote non indifferenti, Donati e Bertini che hanno rispettivamente 360 e 340 rappresentanti. In coda alla classifica troviamo quindici cognomi con una diffusione abbastanza simile tra loro che va dai 275 ai 220 casi. Tra questi uno dei più comuni non solo in zona ma in tutta Italia è Bianchi (e anche questa non è una grande sorpresa), addirittura il quinto a livello nazionale.
Rossi e Bianchi. Ma allargando lo sguardo anche fuori dalla provincia, sono molte le curiosità che coinvolgono questi cognomi. Tutti i Rossi, infatti oltre alla medaglia d'oro vinta a livello provinciale, vantano non solo il primato nazionale ma addirittura il primato mondiale tra i cognomi di origine italiana. Sorte diversa - e meno “gloriosa” spetta invece al ceppo dei Salvadori, che nonostante l'ambito secondo posto nella classifica della provincia ha una modesta rappresentatività in ambito nazionale. Tra i cognomi tipici della provincia, quelli che hanno invece un’incidenza elevata anche in altre regioni ci sono Sbrana, Turini, Meini e Barsotti.
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Il menù del giorno. Ce ne è per tutti i gusti, dal dolce al salato, dai sapori più decisi a quelli più raffinati. Si inizia con un Brodo (Pisa) di Finocchi (Pontedera) molto Saporito (Tirrenia). Poi, sempre tra i primi abbiamo Tortelli (Ghezzano) ai Piselli (Pisa) o la variante ai Radicchi (Pisa). Passando ai secondi il menù ci offre una doppia scelta di pesce: Seppia (Pisa) o Palombo (Musigliano) accompagnati da una grande varietà di contorni tra cui Fagiolini (Ponsacco), Cardoni (Pisa), e una mousse di Finocchio (La vettola) e Cipolla (Pisa) al Pepe (Marina Di Pisa). Per concludere una fetta di torta alla Pera (Sant'Ermete). Per gli amanti del Fast Food il piatto forte del giorno è un Panozzo (Pisa), Salamone (Pisa) e Formaggi (Pardossi), con la possibilità di aggiungere al menù una Pannocchia (Coltano) al burro. Da bere: Rossi e e Bianchi a iosa.
La fattoria degli animali. Gallo (Pisa), Riccio(Pontedera), Ratto(Pisa). Dove siamo allo zoo, in una fattoria o in un acquario? No, ci troviamo solo immersi tra le pagine bianche dove animali di ogni tipo spuntano tra una riga e l'altra. Tra i cieli della provincia volano Falchi (Ponsacco), Piccioni (Santa Croce Sull'Arno), un Merlo (Pisa), un Corvo (Pisa) e un'Aquila (Pisa)e anche dei Falconi sorvolando i prati dove si avvistano un Maiale (Pisa), una Capra (Asciano), un Cavallo (Pisa), un Coniglio (Pisa), insieme al Gatto(Pontedera) e la Volpe (Pisa). E per finire tra le creature leggendarie Pisa ospita addirittura un Drago (Pisa).
I chilometrici. Ci sono cognomi che sembrano dei veri e propri scioglilingua, cognomi che oltre ad essere così lunghi non possono non strappare un sorriso. Oltre all’affamato di libri Pappalettere, a Pisa possiamo incontrare Mezzacane, Scorzapioppo, Sanguedolce, Passalacqua, Pocorobba, Mezzatesta, e poco più in là a Marina di Pisa, Tagliagambe, fino ad arrivare ai più benevoli Buonamici, Buoncristiani e Buonamano.
Quelli buffi. Alcuni fanno ridere, riflettere, stupiscono: sicuramente non lasciano indifferenti! Come facciamo a non ridere quando girando nelle zone del Cuoio, a Santa Croce sull’Arno e Castelfranco di Sotto, potremmo imbatterci in un Caoduro e in un Caporaso, oppure a Cascina in un formidabile Formato Ottone! Ma l'elenco non termina certo qui: a Montopoli è la felicità a essere di casa con Bellofatto Felice e Prugna Felice. Possiamo ancora proseguire, a Pisa, con Palla Serena e Rosa Bruna e persino col sorprendente caso del dermatologo pisano Sottomano. Per finire con un’improbabileformazione di calcio vosdì composta: Gobbo (Pisa) in porta; nelle retrovie Buzzo (La Vettola), Boccabella (Pisa), Pollicino (Pisa), Disperati (Gello); a centrocampo Sonato (Pisa), Patacc a(Madonna Dell'Acqua), Cai (Riglione), Tamarri (Pontasserchio); per finire con l’attacco pisano Infesta-Cacchione.
Repetita iuvant. Poca originalità, ironia? Nascono così dei nomi che appena li sentiamo ci fanno dire, roba di tipo “due al prezzo di uno!". Iniziamo da Guido Guidi a Ponsacco, una Paola Paolino a Capannoli, e ancora Romano Romani, Graziano Di Grazia, Luciano Luci,Brino Brini, Salvino Salvini e persino un partigiano cascinese Comasco Comaschi.
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Erotici. "Chi più ne ha più ne metta!", è proprio il caso di dire. Perché si parte dai più espliciti Trombatore (Pisa), Trombi (Pontedera), Passera (Ospedaletto), Uccello (Pisa), Pompella (Pisa) e Pisello (Pisa) per imbatterci in Cazzarotti e Cazzarotto, entrambi a Pisa, nel felice Gaudioso (La Vettola), nella pudica Chiappetta (San Romano), nell'eclettica Ana Popa (Calci) e negli arroganti Mazza Cono e Verga Luciano(Cascina)
Falsi vip. Avere un nome “importante” fa sempre un certo effetto. C'è chi ne fa un vanto e chi un cruccio, sicuramente quando li sentiamo nominare il pensiero all'omonimo famoso prende immediatamente il sopravvento. A Peccioli, nonostante sia un paese di circa 5.000 abitanti, troviamo non uno ma ben due 'falsi vip': Vasco Rossi e Fabrizio Corona, a Pontedera Antonio Vivaldi e Paolo Belli e a Pisa possiamo quasi formare un club con ben tre Paolo Rossi. Rimanendo nella zona pisana troviamo a Ghezzano, addirittura Carlo Conti, a Pisa Antonio Meucci e un "rimbombante" Enrico Caruso a Cascina. La zona del cuoio vanta invece la presenza di Giovanni Fattori a Castelfranco.
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