Italia
Sos Anti-Equitalia, impresa recupera 220mila euro
Bilancio a tre mesi dall’apertura dello sportello aperto dal Movimento 5 Stelle in via Fiorentina: 46 i casi seguiti, molti per bolli auto in prescrizione
PISA. Fatture bloccate da Equitalia per un valore di 220.000 euro a causa di un debito da 60.000 euro nei versamenti previdenziali. L’imprenditrice toscana (che vuole restare anonima) era in ginocchio quando si è rivolta allo sportello Sos Anti-Equitalia che il Movimento 5 Stelle ha aperto in via Fiorentina. Dopo l’intervento dei volontari del servizio, le fatture sono state sbloccate. «Un successo che ci rende particolarmente soddisfatti», dice Giacomo Giannarelli, consigliere regionale e capogruppo di M5S, che nella sede dello sportello, al Polo Rimedia, ha fatto il bilancio di tre mesi dall’apertura del punto d’ascolto a disposizione dei cittadini alle prese con le cartelle esattoriali di Equitalia. Un servizio di prima assistenza per districarsi nei procedimenti di recupero crediti avviati dalla società.
«Combattiamo le pratiche vessatorie di Equitalia a tutti i livelli istituzionali ed abbiamo provato anche in Regione a chiedere che il recupero crediti fosse internalizzato. Ma il Pd ha preteso di farci credere che su 3.000 dipendenti non se ne trovassero di idonei e formabili per svolgere questo servizio. Le tasse vanno pagate, ma, come dimostra la storia di questa imprenditrice, lo Stato deve avere un approccio equo e inappuntabile», dice Giannarelli, affiancato dalla consigliera comunale Elisabetta Zuccaro e dai volontari Gabriele Pardo e Luca Auricella.
In tre mesi, lo sportello Soccorso Anti-Equitalia ha affrontato 46 casi per cartelle dal valore complessivo di oltre 1,5 milioni di euro. «Il nostro compito - dice Auricella - è dare una mano concreta alle persone, che arrivano da varie zone della Toscana, alle prese con cartelle di Equitalia che in numerosi casi si rivelano illegittime». Le persone, soprattutto, si sono rivolte allo sportello per bolli auto prescritti. «Siamo intervenuti anche per una richiesta di vecchi contributi della Camera di Commercio, per un valore di 12.000 euro, a fronte di un’attività cessata da quindici anni. Abbiamo presentato istanza in autotutela».
L’imprenditrice delle fatture bloccate vantava circa 220.000 euro di crediti dal ministero dei Trasporti per alcuni lavori svolti al porto di Livorno. «Mentre il ministero era in ritardo di 8 mesi nel pagamento, Equitalia esigeva dall’azienda 60.000 euro di debito previdenziale - spiegano i volontari dello sportello - non saldato proprio a causa di questo ritardo nei pagamenti». I due operatori raccontano di essere rimasti molto colpiti dal fatto che «la signora fosse disperata non tanto per sé quanto per le famiglie dei suoi cinque dipendenti che dopo due mesi di mancato saldo dello stipendio non sapevano come affrontare il Natale».
La situazione si è sbloccata «quando - proseguono - ci siamo presentati presso l’ufficio regionale preposto: è bastato dire che la signora era seguita dallo sportello Anti-Equitalia del Movimento 5 Stelle e magicamente le hanno saldato tutto il dovuto, al netto del suo debito, in un pomeriggio. Spesso basta poco - concludono Auricella e Pardo - per capire i meccanismi e riuscire a dare soluzione a problematiche che arrivano ad includere anche la dignità umana».
Lo sportello al Polo Rimedia, in via Fiorentina 214/c è aperto tutti i mercoledì dalle 15 alle 19 (su appuntamento anche in orario seguente); telefono 050980559.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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