Il dolore
In centro e in periferia, stessi pericoli
Le strade di Pontedera sono piene di buche Tanti i punti in cui l’asfalto sembra un groviera
PONTEDERA. Pioggia, pioggia e ancora pioggia. Cielo scuro e ombrelli e aperti da diversi giorni ormai fanno da cartolina di Pontedera e, in generale, di un po’ tutta la Toscana. Acqua sulle strade e automobilisti che viaggiano a rilento. Il manto stradale bagnato induce alla prudenza; in maniera particolare chi al volante ha meno esperienza finisce, comprensibilmente, per tenere il gas al minimo onde evitare spiacevoli inconvenienti. Guidare con la dovuta cautela però potrebbe non bastare. Perché per chi si mette alla guida nel centro città, e non solo, purtroppo, dato che la sbriciolata strada di Patto dista parecchie centinaia di metri dal cuore di Pontedera, c’è un pericolo in più. Anzi, una serie di pericoli in più. Che con la pioggia finiscono per mimetizzarsi, nascosti sotto una pozzanghera, all’apparenza innocua, ma in realtà tremendamente perfida.
Nelle arterie centrali della città di piccoli specchi d’acqua se ne contano a decine qua e là. Il problema, per il decoro urbano, per l’incolumità degli automobilisti e soprattutto degli scooteristi, è che la maggior parte nasconde un cedimento del terreno. Buche più o meno estese e profonde, al centro della carreggiata o in prossimità dell’ingresso a un sottopassaggio. Nelle vie secondarie e in quelle tra le più trafficate.
La pioggia cade su Pontedera e “nasconde” i segni della mancata manutenzione da parte dell’amministrazione comunale, che nel frattempo non disdegna partecipazioni a eventi mondani, a contatto con star dello spettacolo. Sia chiaro, ce ne fossero di iniziative che contribuiscono a dare prestigio alla città e alle eccellenze della zona. Ma che figura farebbe il Comune se dopo una serata di gala convincesse un attore o un musicista a visitare Pontedera, salvo poi farlo guidare su un reticolo di strade minate da dissesti dell’asfalto e crepe lunghe decine di metri? Se il vip di turno, per esempio, percorresse il tratto di via Primo Maggio compreso tra il bar L’Angolo e il bar Ferretti, rischierebbe di finire fuori strada o di danneggiare il cerchione dell’auto. Sulla curva che immette in via Saffi, proprio in corrispondenza delle strisce pedonali, il manto stradale assomiglia a un biscotto inzuppato nel latte: completamente sgretolato. E se la celebrità si trovasse costretta a percorrere la Tosco Romagnola? Anche in questo caso il biglietto da visita di Pontedera non sarebbe dei migliori.
Nel tratto di strada di fonte al distributore Marianelli si notano chiaramente i segni del cedimento del terreno. Venature di ogni lunghezza e larghezza, che se osservate in questi giorni con il fiume Era gonfio d’acqua sullo sfondo, non danno una sensazione rassicurante. Auto sballottate a destra e a sinistra a causa delle buche anche poco prima dell’ingresso del sottopassaggio di via Roma, che dalla zona dell’ospedale conduce al centro, punto di collegamento tra l’area pedonale e il Dente Piaggio, descritto dall’amministrazione come fiore all’occhiello cittadino, presente ma soprattutto futuro, dato che i progetti di ampliamento e riqualificazione di viale Piaggio e dintorni abbondano sulle scrivanie di Palazzo Stefanelli. Un polo scientifico-culturale luccicante e all’avanguardia, preceduto da una strada dall’asfalto “ballerino”. Un accostamento che stona. Viene da sorridere, anche se, purtroppo, in realtà c’è bon poco di divertente, al pensiero di un ipotetico personaggio famoso invitato dalla giunta Millozzi, magari al termine di una delle tante iniziative extra regionali, che inciampa gustandosi un gelato passeggiando in via Marconcini, a una manciata di metri dai sampietrini del corso. Davanti alla sede della Siae. Lì dove fa “bella” mostra di sé un cratere pronto a fare lo sgambetto ai passanti.
Al di là di eventuali “visite di lusso”, la situazione delle strade del centro è critica e merita di essere riportata alla normalità. Prima di tutto per garantire una viabilità sicura ai cittadini.
Tommaso Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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