Il Tirreno

Pontedera

Resta in carcere il cinquantenne accusato di stalking sulla ex

Resta in carcere il cinquantenne accusato di stalking sulla ex

Il giudice monocratico si è dichiarato incompetente e ha rinviato gli atti al presidente del tribunale Tra le ipotesi di reato anche la tentata estorsione e il danneggiamento ai danni dell’imprenditrice

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PONTEDERA. I reati contestati a un 52enne che vive in Valdera e che ha preso ripetutamente di mira la sua ex sono vari e gravi. Prima di Natale l’uomo è stato arrestato dai carabinieri di Pontedera dopo che aveva preso a mazzate l’auto della ex convivente, una imprenditrice di Pontedera.

Nei suoi confronti il Gip aveva disposto il giudizio immediato e fissato il processo al 10 febbraio. Ma il giudice monocratico, Pietro Murano, a cui è stato assegnato il fascicolo si è dichiarato incompetente per la gravità dei reati contestati all’uomo. Il processo è stato quindi aggiornato: gli atti sono stati trasmessi al presidente del tribunale che dovrà riassegnarlo ai giudici del secondo collegio penale, presieduto da Luca Salutini. Intanto l’uomo resta in carcere anche per evitare che possa tornare a ripetere il reato.

Del resto, i fatti che gli vengono contestati sono gravi e fanno pensare ad un escalation di violenze tali da costringere la donna a cambiare completamente abitudini.

Durante una lite l’uomo era arrivato a strattonarla e a stringere il braccio della ex come se volesse spezzarlo, tanto che poi la donna era finita all’ospedale. Le richieste di denaro erano diventate una costante, così come le liti. A novembre l’episodio che più aveva dato da pensare quanto alla pericolosità dell’uomo. Con una mazza di legno, forse con il manico di una vanga, l'uomo era arrivato davanti all'azienda della donna e aveva rotto tutti i vetri della sua auto.

L'uomo ha un precedente specifico: era già stato raggiunto da un ammonimento del questore per un'altra vicenda di cui era stato protagonista, ai danni di un'altra donna.

Anche per questa ragione finora non è stata attenuta la misura cautelare che lo tiene in carcere.

Quando l’imprenditrice aveva trovato l’auto devastata, aveva capito che quello era il momento per domandare aiuto. Gli inquirenti avevano chiesto l'emissione di una misura cautelare per l'uomo, almeno il divieto di avvicinamento alla vittima degli atti persecutori.

Il gip del tribunale di Pisa, concordando con la richiesta avanzata dopo la denuncia della donna, aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell'uomo, accusato di lesioni personali, atti persecutori e anche di estorsione.

In alcune circostanze, infatti, la donna nel tentativo di farlo allontanare gli aveva dato alcune somme di denaro. Ma la situazione era poi diventata insostenibile quando l’imprenditrice lo aveva allontanato dalla casa dove aveva vissuto per un po’ di tempo e gli aveva chiesto di trovarsi un lavoro.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa