Il Tirreno

Pontedera

La Bcc Cascina volta pagina e si avvia verso la fusione

Doveri, neo direttore generale: «Ci sono sei istituti con cui possiamo aggregarci Ci rafforzeremo sotto il profilo patrimoniale, l’occupazione sarà salvaguardata»

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CASCINA. La Banca di Credito cooperativo di Cascina è al lavoro per voltare pagina dopo il lungo anno di commissariamento di Bankitalia e l’inchiesta in cui è rimasto coinvolto l’ex direttore generale, Vincenzo Littara. Da settimane si parla di una imminente fusione con un altro istituto di credito. E lo stesso nuovo presidente del cda della banca, il commercialista Franco Martinelli, ha ricevuto questa indicazione dal commissario Anna Cracco. Sulla banca cascinese è però sceso di nuovo il silenzio, in particolare della politica, così come era successo durante il commissariamento.

Abbiamo chiesto ad Antonio Doveri, nuovo direttore generale della banca di fare il punto della situazione mentre si parla di una fusione con un istituto della Versilia.

Direttore Doveri, quali sono le condizioni della banca dopo il commissariamento?

«Dopo i 14 mesi di amministrazione straordinaria, la Banca è tornata all'ordinaria amministrazione e la data del 31 dicembre 2015 rappresenta, in tal senso, una ripartenza. Adesso ci presentiamo con tutte le carte in regola e con un adeguato equilibrio economico/finanziario, che ci consente di operare nel mercato di riferimento, a sostegno dei soci, dei clienti e degli imprenditori dei diversi settori economici».

Quali sono state le prime decisioni del nuovo cda?

«Sono state quelle di rivedere ed aggiornare le linee programmatiche per la gestione aziendale, in relazione ai mutamenti degli scenari interni e di mercato, orientando la gestione a soddisfare le esigenze delle famiglie e delle imprese, con prodotti e servizi che siano al passo dei tempi e con il supporto di una consulenza, in relazione al servizio di rischio del cliente, tale da consentire anche il rafforzamento e il legame con il territorio».

Il commissario aveva tracciato come linea di indirizzo quella della fusione con altra banca. Ci sono decisioni in tal senso, quando è prevista? C'è una scadenza temporale?

«Attualmente ci sono sei istituti di credito con i quali possiamo intraprendere un percorso di aggregazione. La banca procederà quindi in tal senso, nell'ottica di rafforzarsi sia sotto il profilo patrimoniale, che reddituale a beneficio dei soci, dei clienti, dei dipendenti e comunque di tutti i portatori di interesse».

L'inchiesta in cui è rimasto coinvolto l’ex direttore generale Littara quali ripercussioni avrà o ha avuto sulla banca?

«Su questo aspetto non ritengo di dover intervenire, in quanto sono provvedimenti che riguardano esclusivamente la persona coinvolta, e non riguardano, in nessun modo, la Banca di Cascina».

Rispetto alla gestione del personale e alle anomalie riscontrate nella precedente gestione cosa è cambiato? Ci saranno tagli di posti di lavoro?

«La mia nomina a direttore generale della banca ha portato a rivedere l'assetto organizzativo prevedendo il presidio delle principali funzioni aziendali con personale di elevata professionalità a garanzia di un efficiente ed efficace presidio delle diverse attività. Il progetto di fusione che verrà posto in essere sarà impostato in modo da salvaguardare l'attuale occupazione dei dipendenti, che sono persone che nel tempo hanno dimostrato grande competenza, impegno e serietà».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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